luglio

duemilaventitre

“L’acqua è la forza motrice della Natura intera”

LEONARDO DA VINCI

IDRATAZIONE

L’inquinamento idrico causa danni alla salute. Gli effetti del bere acqua inquinata variano da lievi a molto gravi. Le conseguenze dell’inquinamento dell’acqua comprendono malattie infettive, malattie del sistema nervoso, malattie renali e ossee. Malattie del sistema circolatorio, malattie del sistema endocrino con conseguenti problemi riproduttivi, di sviluppo e comportamentali sono altri effetti dell’inquinamento dell’acqua sull’uomo.

L’effetto sulla salute delle microplastiche da inquinamento marino entrate nella nostra catena alimentare è ancora oggetto di studio e le ipotesi sono discordanti.

Ci sono svariati tipi di inquinamento delle acque:

  • agricolo, che deriva dall’utilizzo, in quantità notevoli, di fertilizzanti e pesticidi e dallo spandimento di liquami provenienti dagli allevamenti. Queste sostanze possono arrivare alle falde acquifere sotterranee e ai fiumi per dilavamento dei terreni;
  • marino, causato principalmente dalle enormi quantità di plastica che finiscono in mare. Emerso in tutta la sua drammaticità intorno agli anni 2000: rifiuti plastici e microplastici galleggianti tendono ad entrare nel ciclo dell’acqua e poi direttamente nella catena alimentare degli organismi acquatici marini e di conseguenza in quella umana;
  • amianto, utilizzato nella costruzione di tubature di acquedotti per il trasporto dell’acqua potabile. Finché il minerale di amianto è intatto non produce danni alla salute. Quando, in seguito a usura e danneggiamenti, rilascia le sue sottilissime fibre, inquina l’acqua potabile causando danni gravissimi per la salute (mesoteliomi, altri tipi di cancro e asbestosi);
  • acque di scarico, contenenti materiali organici che, per decomporsi, assorbono grandi quantità di ossigeno. L’inquinamento organico è causato da: parassiti, batteri, fertilizzanti e tutte le sostanze che favoriscono una crescita eccessiva di alghe e piante acquatiche, petrolio e i suoi derivati. Sostanze o scorie radioattive provenienti dalle miniere di uranio e torio e dagli impianti di trasformazione di questi metalli; dalle centrali nucleari, dalle industrie e dai laboratori medici e di ricerca che fanno uso di materiali radioattivi.

Acqua e cambiamento climatico: effetti

Tra gli effetti dell’inquinamento dell’acqua vi sono anche quelli dovuti al riscaldamento globale. Il cambiamento climatico diminuisce l’apporto di pioggia e/o ne stravolgono la portata. Le zone desertiche stanno allargando la loro estensione. Lo scioglimento dei ghiacci diminuisce le nostre riserve di acqua causando danni agli ecosistemi dei ghiacci e agli animali che li popolano.

A subire i danni della carenza della quantità di acqua si stima che saranno in primo luogo i paesi dell’area del Maghreb e di altre zone soggette a desertificazione.

Il progetto Enpa Cara Caretta

Dai primi di giugno 2017 è partita la campagna Enpa CARA CARETTA per la protezione dei nidi di tartaruga Caretta caretta nel Cilento. In supporto alla Stazione zoologica “A. Dohrn” di Portici, i volontari di ENPA monitorano le coste salernitane per individuare e segnalare alle Autorità competenti i nidi di tartaruga. Questo lavoro permette di mettere in sicurezza i nidi ed evitare che siano inavvertitamente distrutti. Il monitoraggio consiste nel pattugliare le spiagge indicate di notte e nelle prime ore del giorno, prima che le tracce dei bagnanti cancellino il passaggio delle Caretta caretta. Questo importante compito ha portato alla luce centinaia di tartarughe che però per poter crescere e sopravvivere devono poter trovare un mare privo di microplastiche che finirebbero per ucciderle.

Prevenire inquinamento idrico: cosa fare?

Per la lotta all’inquinamento idrico è essenziale la conoscenza degli inquinanti chimici e non solo, dei loro effetti e del loro diffondersi. Al momento non ci sono adeguate strutture di ricerca sull’inquinamento idrico né la piena consapevolezza delle cause inquinamento idrico. Ogni piccolo gesto quotidiano, ripetuto quotidianamente da ogni essere umano, potrebbe però arginare il fenomeno. Si tratta di piccole accortezze, alla portata di tutti. Dalla scelta di detersivi naturali con basso impatto ambientale, al riciclo della plastica.

Fondamentale è a consapevolezza da parte dei cittadini, che sovvenzionano la spesa pubblica attraverso le tasse, dell’urgenza di provvedere seriamente al controllo dell’inquinamento acque.

Attività sui pescherecci

I sistemi dulciacquicoli e la fauna d’acqua dolce che li popola sono altamente vulnerabili a causa dell’attività antropica che vi si svolge: il continuo intervento dell’uomo su questi importanti ecosistemi mette in pericolo la sopravvivenza delle popolazioni, con evidente perdita di biodiversità, con effetti negativi in particolare sulle specie autoctone.

Solo per fare alcuni esempi, negli ultimi decenni molte delle popolazioni di pesci d’acqua dolce hanno subito consistenti riduzioni in termini di areale come conseguenza di una somma di estinzioni locali; alcune specie endemiche corrono il rischio di estinzione totale; se non si arresta questo fenomeno, si rischia la perdita irreversibile di una parte preziosa del patrimonio faunistico regionale.

I principali fattori di minaccia indotti dalle attività dell’uomo sono l’inquinamento, l’introduzione di specie alloctone, le attività che comportano frammentazione degli habitat unitamente alla caratteristica scarsità delle risorse idriche dei corsi d’acqua della Sardegna.

In particolare, la presenza delle specie alloctone va ad alterare il corretto funzionamento degli ecosistemi con conseguente estinzione delle specie locali: le invasioni biologiche rappresentano la seconda causa di riduzione della biodiversità, ma tutte le minacce concorrono sinergicamente a determinare sia la contrazione degli areali di distribuzione che le estinzioni occasionali delle specie autoctone.

Per preservare la biodiversità e per la conservazione di questi importanti ecosistemi naturali l’approccio ritenuto più corretto è rappresentato da una gestione integrata che contempli

* azioni di carattere generale che riguardano principalmente la gestione dei fiumi e dei laghi

* aspetti normativi

* piani di tutela per le specie a più alto rischio di estinzione

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UN PICCOLO GESTO PUÒ FARE MOLTO​

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