agosto

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“Chi insegna ai propri figli il rispetto per l’ambiente e l’amore verso gli animali, forse non lo sa, ma sta costruendo un futuro migliore.”

RINALDO SIDOLI

ADOZIONE RESPONSABILE

Decidere di adottare un pet o nac*, significa pensare di far trascorrere l’intera vita di quell’animale al nostro fianco, per questo è assolutamente necessario prendere consapevolezza della responsabilità che assumiamo, non solo a livello legislativo ed economico, ma anche e soprattutto in merito al benessere psicofisico dell’animale che entra a far parte del gruppo familiare.

Adottare è un’azione importante, che ci fa entrare in relazione con specie diverse, con individui che hanno bisogni, necessità, modi di comunicare e di esprimersi diversi da quelli umani. Per questi motivi, adottare non è soltanto un gesto d’amore, ma il punto di partenza dell’instaurarsi di una relazione tra noi e un individuo non umano che ha una sua personalità, emozioni, modi di apprendere, di sentire e percepire. Se entriamo in quest’ottica, diventa indispensabile soffermarci sul modo in cui ci avviciniamo all’adozione.

Troppo spesso, la scelta dell’animale che si vuole adottare si basa sull’aspetto fisico, le aspettative e l’idealizzazione che si hanno prima di conoscerlo: l’idea di come vorremmo che fosse, altera la nostra percezione, facendoci prendere una decisione istintiva, che condiziona la nostra scelta di adottare o non adottare un animale e su quale scegliere.

Può una decisione istintiva basata sulla pura estetica o su un’idea personale, essere la base per una relazione tra individui che dovrà durare anni? Può essere la strada corretta per avere una buona convivenza? Basare la scelta di allargare la famiglia, sul colore del pelo o sulla moda del momento, preclude la possibilità di conoscere quegli individui che possono essere più adatti al nostro stile di vita, alle abitudini, all’ambiente e al contesto in cui viviamo. L’adozione deve essere percepita come un percorso di conoscenza e scoperta di coloro che attendono una famiglia. Sono molti gli animali che arrivano nei canili, perché rifiutati da persone che li avevano presi cuccioli per scoprire che non corrispondevano a ciò che avevano pensato.

Per fare questo viaggio la domanda che bisogna porsi non è “che tipo di pet vogliamo?”, bensì “che vita vogliamo fare con lui? Quanto e come vogliamo coinvolgerlo nelle nostre attività?”. Una volta presa questa consapevolezza è utile farsi affiancare da esperti del settore, veterinari, etologici, educatori, chiedere consiglio ai volontari dei rifugi che conoscono bene gli animali di cui si prendono cura, per poter trovare il coinquilino ideale.

L’adozione responsabile passa attraverso la nostra volontà di informarci, apprendere e metterci in gioco, fidandoci di chi ci aiuterà nel percorso di scelta, senza la fretta di tornare a casa con l’animale.

Il momento dell’adozione rappresenta per il pet un forte stress: l’arrivo nella nuova casa, infatti, porta con sé nuovi odori, rumori, ambienti e un enorme senso di smarrimento per l’assenza di punti di riferimento, per il cambio di abitudini e l’introduzione di una nuova routine.

La capacità di adattamento non è uguale per tutti gli individui, dipende dalla loro personalità, dalla genetica e dalle esperienze vissute. Anche durante  questa delicata fase sarebbe ideale continuare il percorso intrapreso nel periodo pre-adozione. Per una buona riuscita dell’adozione responsabile, l’informazione degli adottanti è tanto importante quanto la formazione delle figure di riferimento che ruotano intorno ad essa: volontari, educatori, etologi dovrebbero seguire corsi di formazione, confrontarsi, sviluppare capacità di osservazione e pensiero critico, per essere la giusta guida per gli adottanti e, soprattutto, una qualità aggiunta nella vita di tutti quegli individui che cercano ancora casa.

Per un’adozione responsabile, è necessario dunque prendere in considerazione 3 punti fondamentali:

  • Legislazione
    Tutti i pet che vengono adottati devono essere muniti di microchip, un dispositivo necessario per registrare il pet nell’anagrafe ufficiale con i suoi dati e quelli del proprietario. Una volta che il pet viene adottato, è necessario il passaggio di proprietà; in Italia questa procedura obbligatoria è gestita a livello regionale per cui è bene informarsi presso le ATS/ASL di riferimento perché venga svolta in maniera corretta e con tutti i documenti necessari. È responsabilità dell’adottante presentare tutti i documenti corretti per la registrazione e segnalare eventuali modifiche dei dati, per esempio in caso di trasferimento o anche solo cambio di contatto telefonico. Tenere aggiornati i dati è fondamentale in caso di smarrimento dei pet.
    Nel nostro sistema legislativo gli animali domestici sono ancora considerati come res, ossia come cosa/oggetto sebbene molte delle norme sul benessere degli animali emanate negli ultimi anni stiano cambiando, considerando il «particolare rapporto di affezione tra l’uomo e l’animale» come dice il D.P.C.M. 28 febbraio 2003 su animali da compagnia e pet-therapy. La Convenzione di Strasburgo dell’87, la legge quadro n. 281/1991 sulla prevenzione del randagismo, il regolamento CE n. 998/2003 sui movimenti a carattere non commerciale degli animali da compagnia, le norme che vietano il pignoramento degli animali da compagnia sono tutti atti legislativi che portano continuamente ad evidenziare il concetto che gli animali sono esseri senzienti.
    A livello normativo, dunque, l’adottante, proprietario o detentore, diventa responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali e cose provocati dall’animale stesso.
  • Benessere fisico
    Quando adottiamo un pet, è bene informarsi sul suo stato di salute, le profilassi, le vaccinazioni, gli esami clinici e le eventuali terapie in atto. È più che normale, desiderare un animale sano, ma, esattamente come per l’uomo, è possibile che sopravvengano problemi di salute. Le cure veterinarie, i farmaci, la prevenzione degli ectoparassiti ed endoparassiti hanno un costo annuo che influirà sul bilancio economico familiare, così come i costi per un’alimentazione adeguata, la cura del pelo, etc.
    È necessario essere consapevoli che un pet invecchierà molto più rapidamente di noi, che potrebbe dover sostenere esami clinici per approfondire lo stato di salute, l’insorgenza di malattie croniche o genetiche. Chi decide di accogliere un animale deve esserne responsabile per tutta la sua vita e cercare di mantenerlo nel miglior stato di benessere psicofisico possibile.
  • Rispetto dell’individuo
    Ancora molti hanno la convinzione che adottare un pet da cucciolo sia “meglio” o “più facile”, perché così “si cresce insieme”. Spesso viene proiettato sul cucciolo un ideale che non coincide con l’animale scelto. In realtà accogliere un cucciolo significa prendersi la responsabilità di fargli fare le giuste esperienze di vita. Lo stesso discorso è spesso fatto per le dimensioni del pet: se è piccolo, sembra meno “faticoso”.   Queste idee, possono precludere l’incontro con un pet che magari idealmente non è quello che vorremmo, ma è quello che, con la sua personalità, le esperienze e il carattere, più si avvicina al nostro stile di vita, all’ambiente, alle passioni e attività, che renderebbe migliore la quotidianità condivisa. Ciò non significa che “l’occhio non debba avere la sua parte”: vuole solo essere una riflessione. Non esiste il pet perfetto, esiste un individuo con pregi, difetti, caratteristiche, necessità e bisogni che aspetta una famiglia da amare e dalla quale essere riamato.
    L’adozione consapevole è un viaggio che ci fa mettere in gioco, facendoci scoprire anche qualcosa di noi stessi, all’interno della relazione con il nostro animale.

*Nac: nuovo animale da compagnia; con questo termine si intendono tutti gli animali da compagnia non pet che possono essere tenuti in casa: cavie, criceti, tartarughe, canarini, furetti, etc.

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