Morte dell’orsa F32: un silenzio inaccettabile. Enpa richiede l’accesso agli atti

Solo oggi, a distanza di mesi, si apprende della morte dell’orsa F32, una femmina di 9 anni il cui corpo è stato rinvenuto il 15 marzo scorso in bassa Val di Sole, in provincia di Trento. Un fatto grave, non solo per la perdita dell’animale, ma per il totale silenzio che ha circondato la vicenda. Il ritrovamento è stato taciuto e tenuto nascosto dietro un presunto “segreto istruttorio”. Una giustificazione che solleva più dubbi che risposte: se fosse questa la prassi, ci troveremmo di fronte a un’assurda selezione delle informazioni da rendere pubbliche.

l’Enpa di Rovereto considera questa mancanza di trasparenza inaccettabile, soprattutto da parte della Provincia autonoma di Trento, che ha evitato di informare le istituzioni e i cittadini su un fatto di evidente interesse pubblico. Ricordiamo che gli orsi del Trentino sono patrimonio indisponibile dello Stato: appartengono alla collettività, non a singoli enti amministrativi.

La morte di un esemplare come F32 pesa in modo significativo sul già fragile equilibrio della popolazione ursina. L’ISPRA ha più volte ribadito che la perdita di più di otto orsi l’anno può compromettere la sopravvivenza del gruppo a causa dell’inbreeding.

Per questo Enpa di Rovereto ha presentato formale richiesta di accesso agli atti, nello specifico:

•documentazione sul ritrovamento del corpo dell’orsa F32,

•cause della morte accertate o presunte,

•atti relativi all’istruttoria avviata,

•esiti delle indagini,

•motivazioni dell’eventuale archiviazione disposta dalla Procura della Repubblica di Trento.

Enpa chiede chiarezza. Pretende trasparenza. La gestione della fauna selvatica non può avvenire nell’ombra. Continueremo a vigilare, nell’interesse degli orsi, della biodiversità e dei cittadini.

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