Stop gabbie, nessuna menzione nel programma di lavoro dell’UE per il 2027

Nonostante l’impegno assunto nella Livestock Strategy di luglio di presentare, nella prima metà del 2027, una proposta legislativa per vietare l’uso delle gabbie per le scrofe, nel programma di lavoro per il prossimo anno, pubblicato oggi,la Commissione europea non ne fa alcuna menzione. Un’omissione che desta preoccupazione fra le associazioni di protezione animale.

“Sono passati cinque anni da quando la Commissione europea si è impegnata a presentare le proposte di legge per vietare l’allevamento in gabbia. Ci aspettiamo che mantenga questo impegno, ribadito lo scorso luglio. Gli animali non possono più aspettare,” dichiarano nove associazioni di protezione animale e ambientale – Animal Equality Italia, Animal Law Italia, CIWF Italia, ENPA, Essere Animali, Humane World For Animals Italia, LAV, Legambiente e LNDC Animal Protection – in rappresentanza della coalizione italiana End the Cage Age. 

Oltre alla presentazione della proposta legislativa per le scrofe, la Strategy prevedeva per l’anno corrente simili passi avanti per migliorare gli standard di benessere delle galline allevate nella filiera delle uova. “Le settimane che ci separano dall’inizio del 2027 saranno un’altra occasione importante in cui la Commissione europea potrà dimostrare concretamente la propria volontà di mettere fine all’era delle gabbie,” commentano gli attivisti.

Intanto, quasi in contemporanea con la pubblicazione del programma di lavoro, è arrivato dalla Commissione anche un segnale positivo. Intervenendo alla cerimonia di premiazione dei “Premi Benessere Animale”, i riconoscimenti assegnati da Compassion in World Farming (CIWF) alle aziende che compiono miglioramenti significativi delle condizioni di vita degli animali nelle loro filiere, il Commissario europeo per la Salute e il Benessere animale, Olivér Várhelyi, ha infatti dichiarato:

“Il benessere animale e la competitività economica non devono necessariamente essere in contrapposizione. Con il giusto approccio, possono andare di pari passo. Entro la fine di quest’anno intendo proporre una revisione mirata delle norme sul benessere delle galline ovaiole e dei polli da carne, che si concentrerà sulla graduale eliminazione delle gabbie, sull’introduzione di indicatori pratici per valutare il benessere negli allevamenti e su requisiti equivalenti per le importazioni. Entro il secondo trimestre del prossimo anno, il 2027, prevediamo inoltre di presentare una proposta analoga sul benessere dei suini, che includerà il passaggio dalle gabbie a sistemi di stabulazione in recinti per le scrofe.”

Durante il suo intervento, Várhelyi ha inoltre confermato l’intenzione a vietare l’uccisione di pulcini maschi di un giorno.

Le proposte legislative per porre fine all’uso di gabbie negli allevamenti di scrofe e galline sono la risposta alla richiesta sottoscritta dai 1,4 milioni di cittadine e cittadini europei firmatari dell’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) End the Cage Age. Sostenuta da 170 associazioni guidate da CIWF, nel 2021 l’ICE ottiene un risultato storico: per la prima volta nel caso di una iniziativa dei Cittadini, la Commissione UE risponde positivamente a tutte le richieste, impegnandosi a presentare entro il 2023 proposte legislative per vietare l’uso delle gabbie negli allevamenti dell’UE. Un impegno che, tuttavia, la Commissione non ha finora rispettato.

Una promessa disattesa che ha destato ondate di indignazione e proteste nel corso degli ultimi anni, coinvolgendo associazioni e attivisti da tutta Europa. Nel marzo del 2024 il Comitato dei cittadini promotori dell’ICE ha presentato ricorso contro la Commissione europea presso la Corte di giustizia dell’Unione europea, sostenuto da Compassion in World Farming e affiancato da altre associazioni – Animal Equality Italia, LAV ed Eurogroup for Animals – accolte a partecipare al ricorso in qualità di interverner. Per la prima volta viene preso in esame se la Commissione sia tenuta a seguire l’iter previsto da un’ICE dopo essersi impegnata a presentare una proposta legislativa.

Uno schiacciante 89% dei cittadini dell’UE – circa 400 milioni di persone – ritiene che gli animali non dovrebbero essere allevati in gabbie individuali. In Italia, la percentuale è anche più alta: il 91%. E tuttavia, quasi 300 milioni di animali tra suini, galline, conigli, oche, vitelli, quaglie e anatre soffrono ancora rinchiusi in gabbie negli allevamenti dell’Unione europea. Gli animali allevati in gabbia sono costretti a vivere in ambienti spogli, sovraffollati o all’opposto completamente privi di contatti sociali, impossibilitati a girarsi su sé stessi o a esprimere anche i comportamenti naturali più basilari. 

“Accogliamo con favore l’impegno confermato dal Commissario, ma sarebbe stato ben più rassicurante vederlo messo nero su bianco nel programma di lavoro della Commissione europea, in linea con quanto già annunciato quest’estate: presentare nel 2027 una proposta legislativa per porre fine all’uso delle gabbie per le scrofe,” commenta la coalizione italiana End the Cage Age. “Incoraggiamo l’esecutivo europeo a presentare una proposta legislativa ambiziosa e tempestiva che migliori la vita delle milioni di scrofe che ogni anno, in Europa, sono costrette a passare metà della propria vita in gabbie così piccole da non potersi girare su sé stesse o prendersi cura dei propri piccoli.”

Le associazioni precisano che la campagna per porre fine all’era delle gabbie è lontana dall’essere conclusa. “Cinque anni fa la Commissione europea si è impegnata a mettere fine all’era delle gabbie per tutte le specie,” commentano. “Non ci fermeremo finché ogni singola gabbia non sarà vuota e questo sistema crudele e obsoleto non sarà che un brutto ricordo.”

 

La coalizione italiana End the Cage Age è formata da: Amici della Terra, Animal Aid, Animal Equality Italia, ALI – Animal Law Italia, Animalisti Italiani, CIWF Italia, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, Humane World for Animals Italia, Il Fatto Alimentare, Jane Goodall Institute Italia, LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia, LAV, Legambiente, LEIDAA, LNDC Animal Protection, LUMEN, OIPA, Partito animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus.

 

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