La notizia dell’uccisione di un operatore di un agriturismo nelle Marche, che aveva tentato di salvare i cavalli del maneggio spaventati dagli spari dei cacciatori impegnati in una battuta alla volpe, ha suscitato indignazione e forte preoccupazione tra i cittadini. Sempre più persone denunciano il rischio di incidenti legati all’attività venatoria, che coinvolgono non solo chi vive o lavora nelle aree rurali ma anche gli animali.
Secondo quanto emerso finora, con dinamiche ancora da chiarire, il colpo sarebbe partito dal fucile di un cacciatore di 82 anni, peraltro guardia venatoria volontaria, ed è stato fatale al 43enne che stava cercando di difendere i cavalli, animali notoriamente molto sensibili agli spari. Non sarebbe stata la prima volta che i cacciatori si aggiravano nelle vicinanze della struttura e che l’operatore chiedeva loro di allontanarsi, pur in presenza – a quanto pare – delle necessarie autorizzazioni.
“Mentre Enpa e numerose associazioni chiedono maggiori garanzie di sicurezza per i cittadini – distanze più ampie dalle abitazioni e dalle attività, rispetto della proprietà privata, alcool test obbligatori e divieto di caccia per gli ultrasettantenni – il Senato si appresta a riprendere l’esame del DDL 1552 della maggioranza, a firma Malan (FdI). Si tratta di una vera e propria deregulation che indebolisce le tutele e amplia gli spazi della caccia, consentendola ad esempio anche nelle foreste demaniali e introducendo perfino sanzioni per i cittadini esasperati dagli spari che protestano o cercano di interrompere le operazioni di controllo faunistico”.
“Siamo profondamente addolorati per quanto accaduto e restiamo a disposizione di chiunque abbia assistito ai fatti o disponga di materiale utile alle indagini. Incidenti come questo sono inaccettabili. Ancora più inaccettabile è il silenzio del Governo e dei ministri competenti. Per noi la caccia andrebbe abolita, ma nell’immediato chiediamo almeno misure minime di sicurezza: il divieto di caccia per gli ultrasettantenni, l’aumento delle distanze di sicurezza, il rispetto della proprietà privata e il divieto di attività venatoria in presenza di allevamenti, maneggi o in condizioni meteo pericolose come nebbia o neve”.


