Lupi, Enpa: «La Provincia di Bolzano ordina di sparare a un terzo esemplare. La politica del fucile è un sanguinoso vicolo senza uscita»

– «La Provincia Autonoma di Bolzano prosegue sulla strada cruenta e fallimentare dell’uccisione dei lupi, ordinando di sparare a un terzo esemplare. Una politica che non risolve il problema delle predazioni, non tutela gli allevatori e i loro animali e continua a ignorare la prevenzione». A denunciarlo è l’Ente Nazionale Protezione Animali, dopo il nuovo provvedimento adottato dalla Provincia.

Per Enpa, la scelta di procedere con un nuovo abbattimento conferma una linea politica che punta sull’uccisione dei grandi carnivori anziché sull’adozione di strumenti efficaci per prevenire le predazioni.

«Denunciamo il nuovo atto della Provincia Autonoma di Bolzano, che prosegue sulla strada cruenta e fallimentare dell’uccisione dei lupi a casaccio, solo per dimostrare agli allevatori di meritare i loro consensi», dichiara Ivana Sandri, presidente Enpa del Trentino, sezione di Rovereto. «Ci auguriamo che gli stessi allevatori si accorgano del vuoto politico che sottende a queste azioni, crudeli ma allo stesso tempo totalmente inutili. La politica del fucile non tutela nessuno: certamente non il grande carnivoro, ma neppure gli animali da reddito e gli allevatori stessi».

Enpa: «L’unica strada è la prevenzione»

La posizione dell’Associazione resta netta: concentrare la gestione del lupo sugli abbattimenti significa rinunciare a intervenire sulle cause del conflitto e sulle misure necessarie per proteggere concretamente gli allevamenti.

«Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: quello delle fucilate è un sanguinoso vicolo senza uscita, che spara anche sull’unica via percorribile, quella della prevenzione dalle predazioni», prosegue Sandri. «Faremo tutto il possibile per fermare questo abominio. Un abominio che pone la Provincia di Bolzano fuori dall’Europa, in totale rotta di collisione con la direttiva Habitat e con le imprescindibili misure di prevenzione che la scienza esige».

Enpa torna inoltre a contestare la cosiddetta normativa “Wolf free” e richiama la responsabilità del Governo rispetto alla sua mancata impugnazione.

«Il fatto che la cosiddetta normativa “Wolf free” sia ancora invocata e che non sia stata impugnata dal Governo in difesa dei principi costituzionali non la rende costituzionale», sottolinea Sandri. «Basta arrogarsi poteri superiori per decidere chi debba essere cancellato da un territorio. Nessuno è inutile in natura, tutti siamo necessari per mantenere quel poco di equilibrio ecologico che ancora, arrancando, cerca di resistere».

Enpa annuncia quindi che si attiverà per contrastare il nuovo provvedimento e ribadisce la richiesta di abbandonare la politica degli abbattimenti a favore di una gestione fondata sulla prevenzione delle predazioni e sulla convivenza con i grandi carnivori.

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