Due cacciatori morti nel Bellunese, Enpa di Rovereto: “La caccia è un’attività anacronistica e pericolosa”

Due morti nel fine settimana nel Bellunese. Cinque in appena cinque weekend dall’inizio della stagione venatoria. E anche il Trentino, a inizio ottobre, ha contato la sua tragedia con la morte di Davide Verones, 39 anni. Un bilancio pesante che riaccende il dibattito sulla sicurezza e sul senso stesso della caccia nel 2025.

A intervenire è Ivana Sandri, presidente dell’Enpa di Rovereto, che ribadisce una posizione netta:

“Enpa resta fermamente contraria alla caccia. Girare nei boschi armati per uccidere animali di duecento chili è pericoloso. Si portano rischi in un ambiente naturale che richiede prudenza. I cacciatori si professano grandi conoscitori del territorio, eppure ogni anno si contano numerosi infortuni, spesso purtroppo mortali.”

Sandri parla di un’attività che non ha più ragioni di esistere:

“La caccia è superata. Non ci sono più motivazioni di sussistenza per una famiglia o una comunità. Oggi è un hobby che causa la morte di decine di migliaia di animali ogni anno. E mentre un cittadino non può prelevare un selvatico, i cacciatori sono autorizzati a uccidere un patrimonio indisponibile dello Stato, quindi di tutti.”

Per l’Enpa, la caccia rappresenta un pericolo non solo per gli animali, ma anche per chi vive o frequenta i boschi:

“Noi vogliamo boschi più tranquilli e sicuri — sottolinea la presidente —, senza potenziali rischi per i cacciatori stessi, ma anche per escursionisti, fungaioli e amanti della montagna.”

Di fronte alle tragedie, però, Sandri tiene a precisare che non c’è spazio per alcuna forma di rivalsa:

“Un incidente non ci rallegra mai. Siamo contrari alla caccia, ma ci dispiacciono profondamente le morti. Siamo a favore della vita di tutti gli esseri viventi.”

Con cinque vittime in altrettanti fine settimana, il bilancio di questa stagione venatoria si fa sempre più drammatico. L’Enpa di Rovereto invita le istituzioni a riflettere sulla pericolosità e l’anacronismo di un’attività che continua a mietere vittime, tra uomini e animali, in un tempo che chiede sempre più rispetto per la vita e per l’ambiente.

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