Si è tenuta questa mattina nella Sala Laudato Si’ del Campidoglio a Roma la cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Milo per i gattini diversamente abili, promosso dall’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), dal Corriere Animali del Corriere della Sera, dall’Assessorato all’Agricoltura e all’Ambiente di Roma Capitale e da Costanza Rizzacasa d’Orsogna.
A vincere il concorso è stata la classe IB della Scuola Secondaria di Primo Grado dell’IC “P.zza Borgoncini Duca 5” di Roma, plesso S. Maria alle Fornaci, con il racconto “Ivar, il gatto che balla con la mente” di Aurora Cocozza, che sarà pubblicato sul sito del Corriere della Sera.
Secondo posto per “Ariel” di Ivana Vio (Alassio) e terzo posto ex aequo per “Una micia, mille possibilità. La storia di Dolly” di Gaia Nicolosi (Milano) e “Mi chiamo Lula” di Claudia Consoni (Roma). Tutti i vincitori hanno ricevuto copie della trilogia Storia di Milo, pubblicata da Guanda.
Il Premio Milo nasce in memoria di Milo, il gattino nero affetto da ipoplasia cerebellare che, con coraggio e ironia, ha ispirato la rubrica “Io e Milo” sul Corriere Animali e la trilogia di favole di Costanza Rizzacasa d’Orsogna.
Carla Rocchi, presidente Enpa, ha commentato: «Siamo qui stamattina per la prima edizione del Premio Milo, un premio conferito in memoria di un gattino speciale, un gattino disabile le cui storie hanno acceso l’immaginazione e la fantasia dei bambini di mezzo mondo. Milo ci ha insegnato che la disabilità è una condizione, ma non per forza un limite: non impedisce una vita felice, non impedisce di fare del bene a chi ci incontra. È un messaggio potente, rivolto ai bambini ma non solo a loro. Premiamo i vincitori, ma vogliamo anche che questa sia solo la prima di tante edizioni: Milo può diventare un filo rosso che lega le generazioni e rafforza le nostre sensibilità nel tempo».
Costanza Rizzacasa d’Orsogna, scrittrice e “mamma” di Milo, ha raccontato con emozione: «Il Premio Milo è nato nel giorno più terribile della mia vita, quando Milo è morto. Quel giorno Carla Rocchi è venuta a casa e ha subito detto: “Dobbiamo fare un premio Milo, per i gattini disabili”. Il Corriere della Sera, che aveva già ospitato la nostra rubrica Io e Milo, e il mio editore Guanda hanno sposato subito l’idea. Abbiamo ricevuto una risposta straordinaria da tutta Italia: racconti bellissimi da bambini e adulti. È stato meraviglioso vedere i bambini impegnarsi con tanta sensibilità, verso gli animali, verso la disabilità e anche verso la scrittura. Milo non era solo un personaggio vero, ma anche letterario: con i suoi libri è arrivato in tutto il mondo. Attraverso questo premio e attraverso i suoi libri, Milo continuerà a vivere. Da mamma di Milo, oggi sono commossa, grata e felice».
Alessandro Sala del Corriere della Sera ha sottolineato come il premio porti avanti «lo spirito di Milo, valorizzando la diversità come una risorsa, non come un limite». «Noi del Corriere Animali – ha detto Sala – siamo stati felici di ospitare le storie di Milo fin dall’inizio, con la rubrica Io e Milo, che ha avuto un grande successo tra i lettori. Milo ha saputo compiere un vero “grande balzo” diventando protagonista di libri tradotti e letti in tutto il mondo. Milo era un gattino unico e così sono anche i protagonisti dei racconti premiati oggi. Per questo abbiamo deciso di esserci, allora come oggi, a sostenere questa iniziativa».
Sabrina Alfonsi, assessora all’Ambiente, Agricoltura e Rifiuti di Roma Capitale, ha espresso orgoglio per il patrocinio dell’iniziativa, ricordando che «Roma è una città che deve puntare su inclusione e diritti anche per gli animali».
«Siamo felici di aver patrocinato la prima edizione del Premio Milo – afferma l’assessore – perché racconta una storia di amore, adozione e rispetto per gli animali, valori di cui Roma ha sempre più bisogno. La città è piena di gatti e cani che aspettano di trovare una famiglia, e storie come quella di Milo ci ricordano quanto sia importante dare a tutti, anche agli animali con disabilità, una possibilità. Il premio non parla solo di animali, ma di inclusione, di superamento dei limiti e di comunità. È stato emozionante vedere un’intera classe di bambini impegnarsi in un racconto che unisce questi temi. Roma scommette su una città inclusiva, anche dal punto di vista dei diritti degli animali, e stiamo lavorando per garantire a tutti, compresi loro, il diritto alla salute e alla cura, come dimostra il progetto dell’ospedale veterinario».
Aurora Cocozza, giovane vincitrice, ha raccontato: «Nel mio racconto, Ivar è un gattino arancione abbandonato e affetto da una malattia neurologica. È importante ricordare gatti come lui per evitare l’esclusione. Gli animali sono per me una fonte di ispirazione e gioia».
Sono stati premiati con una menzione speciale e la Benemerenza Enpa i racconti che hanno saputo trasmettere non solo storie toccanti, ma anche importanti messaggi civili. “Mochi Story” di Maddalena Sella celebra l’impegno silenzioso e concreto di chi dedica la propria vita al volontariato per gli animali, ricordandoci il valore di un impegno morale e civile. “Tombolino” di Valentina Perin e Serena Tagliapietra ci porta in una colonia felina straordinaria, dove anche i gatti con disabilità trovano armonia e accoglienza grazie a una comunità attenta e solidale, offrendo uno sguardo positivo sul rapporto tra animali, associazioni e amministrazioni. La storia di un gattino che attualmente è a Forte Marghera e cerca adozione. “Agamennone va sulla Terra” di Gilberto Germani dà voce a chi voce non ha e ci sprona a prenderci cura del nostro pianeta, mentre “I’m purrfect” di Laura Silvestri, ispirato alla storia di una gatta con disabilità, ci invita a guardare con occhi attenti e cuore aperto gli animali meno considerati, mostrando come la forza di volontà e la voglia di vivere possano superare ogni limite.
Il Premio Milo rappresenta un messaggio di inclusione, coraggio e amore per gli animali, che continuerà a crescere e a coinvolgere nuovi partecipanti nelle prossime edizioni.
La cerimonia di premiazione di questa edizione del Premio Milo verrà trasmessa prossimamente dal programma Dalla parte degli animali di Rete 4.



