Lupo in Alto Adige, il Tar accoglie l’istanza di Enpa e conferma lo stop all’uccisione: «Un risultato importante, ora prevalgano prevenzione e convivenza»

Accolta oggi l’istanza cautelare presentata dall’Ente Nazionale Protezione Animali, attraverso l’avvocato Valentina Stefutti, contro il decreto della Provincia Autonoma di Bolzano. Già ieri il provvedimento era stato sospeso a seguito dell’istanza di altre associazioni animaliste. La camera di consiglio è fissata per il 14 ottobre

Roma, 15 settembre 2026 – Il Tar di Bolzano ha accolto oggi l’istanza cautelare presentata da Enpa, attraverso l’avvocato Valentina Stefutti, e ha sospeso l’efficacia e l’esecuzione del decreto della Provincia Autonoma di Bolzano dell’11 settembre che autorizzava l’uccisione di un lupo nei territori dei comuni di Ultimo e Castelbello-Ciardes. La sospensione resterà in vigore fino alla trattazione collegiale della domanda cautelare, fissata per il 14 ottobre.

Già ieri il provvedimento era stato sospeso a seguito dell’istanza presentata da altre associazioni animaliste. Oggi è arrivato anche l’accoglimento della domanda cautelare di Enpa.

Nel decreto il Tar riconosce la gravità e l’urgenza legate al rischio che l’uccisione del lupo possa avvenire prima dell’esame collegiale, producendo conseguenze irreversibili. Il Tribunale rileva inoltre che il periodo dell’alpeggio è ormai pressoché terminato e che, di conseguenza, il rischio di nuove predazioni nel periodo che precede la camera di consiglio risulta significativamente ridotto.

Per Enpa, la decisione assume particolare rilievo anche perché ribadisce un punto centrale: in Italia, in assenza di una modifica della legge 157/92, il lupo mantiene il regime di specie particolarmente protetta, con i conseguenti vincoli previsti per autorizzarne l’uccisione in deroga. «È un aspetto fondamentale», sottolinea Enpa. «Non basta decidere di uccidere un lupo: una deroga alla sua protezione è sottoposta a condizioni e presupposti rigorosi, che devono essere concretamente dimostrati».

Enpa aveva impugnato il decreto dell’11 settembre chiedendone la sospensione immediata. L’Associazione aveva contestato ancora una volta la scelta della Provincia di ricorrere all’uccisione del lupo come risposta alle predazioni.

«Accogliamo con soddisfazione la decisione del Tar di accogliere anche l’istanza di Enpa», dichiara Giusy D’Angelo, presidente nazionale Enpa. «È un risultato importante perché impedisce, in questa fase, un atto irreversibile. La sospensione dell’uccisione del lupo consente ora di riportare la questione sul terreno sul quale dovrebbe essere affrontata fin dall’inizio: quello della prevenzione, della scienza e della tutela della fauna selvatica».

Per Enpa, lo stop all’uccisione deve rappresentare anche l’occasione per cambiare l’impostazione con cui viene affrontata la convivenza con i grandi carnivori.

«Continuiamo a ribadire un principio per noi fondamentale: anche qualora fosse individuato con certezza un lupo responsabile di una predazione, la risposta non può essere il fucile», prosegue D’Angelo. «La risposta deve essere la prevenzione. Mentre si continua a mostrare una grande determinazione nell’autorizzare le uccisioni, quello che manca è una reale volontà di mettere in campo la prevenzione, che resta la grande ignorata. Proteggere gli animali allevati e sostenere gli allevatori significa prevenire le predazioni, non uccidere un lupo dopo che sono avvenute».

Enpa continuerà a seguire il procedimento attraverso l’avvocato Valentina Stefutti, in vista della camera di consiglio del 14 ottobre, ribadendo la necessità di una gestione del lupo fondata sulla tutela della fauna selvatica, sulla scienza e su strumenti concreti di prevenzione delle predazioni.

«Oggi registriamo un risultato importante, ma la questione resta aperta», conclude D’Angelo. «La convivenza non si costruisce attraverso le uccisioni. Si costruisce proteggendo gli animali allevati, sostenendo seriamente gli allevatori e applicando la prevenzione. È questa la strada che continueremo a difendere».

Facebook
Twitter
LinkedIn