Lupi uccisi in Abruzzo. Enpa: “Quote Ispra già sorpassate da bracconaggio. Servono pene severe per bracconieri”

Mentre le regioni, con la complicità della lobby legata al mondo venatorio, pensano di poter dar avvio a piani di sterminio dei lupi, questi ultimi continuano a morire di bracconaggio. L’ultimo caso è quello dell’Abruzzo con 10 lupi trovati recentemente e presumibilmente avvelenati, ma potrebbero essere anche di più, dal momento che le zone sono impervie e difficili da monitorare.

“Che l’ISPRA cancelli i suoi calcoli sulla “quota” massima dei 160 lupi potenzialmente abbattibili in deroga in Italia senza comprometterne lo stato di conservazione – elemento necessario all’avvio di qualsiasi provvedimento. Evidentemente, tale quota e la conseguente ripartizione per regioni non è più applicabile se, solo in Abruzzo, il numero massimo degli individui potenzialmente abbattibili era fissato a 9 e ne sono morti già 10. E così, mentre i lupi continuano a morire e spesso per atti di crudele bracconaggio (ricordiamo i recenti casi dei lupi decapitati in Toscana le cui teste sono state esposte), c’è chi – come qualche associazione venatoria – pensa a entrare a far parte del “team degli sterminatori autorizzati previa formazione” di lupi, come se fosse aperta loro la caccia. Ricordiamo che anche con il declassamento, il lupo rimane una specie protetta e non cacciabile.

“Secondo l’Osservatorio lupi Italia, nei primi due mesi del 2026 sono morti 34 lupi, mentre per marzo e aprile i dati sono in elaborazione e in evoluzione. Poi, ci sono i 10 lupi in Abruzzo, 5 ad Alfedena e 5 a Pescasseroli. Questo sta a significare che ben presto il numero massimo indicato da Ispra come abbattibile sarà superato, come peraltro già avvenuto nello scorso anno.

“In alcuni Stati i lupi vengono uccisi in deroga, ma mai alcun problema legato alla predazione degli animali di allevamento è stato risolto, anzi, in alcuni casi è anzi aumentato. Se gli animali fossero diligentemente custoditi, protetti adeguatamente con i tanti sistemi a disposizione – anziché lasciati alla mercé di loro stessi – si risolverebbero molte conflittualità, ma evidentemente la campagna di odio basata sulla paura e sull’ignoranza, e orientata ad interessi di parte anziché alla scienza autonoma e libera da qualsiasi “pressione” – metterà ancor di più a rischio la vita dei lupi, gli unici in grado di controllare specie animali come nutrie e cinghiali.”

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