Dalla cura di sé alla cura degli altri. Una volontaria di Brescia racconta perché ha scelto di dedicarsi agli animali

Un percorso personale fatto di cambiamenti, consapevolezze e rinascite può portare in luoghi inattesi. A volte anche al volontariato. È la storia di una volontaria dell’Enpa di Brescia, che ha deciso di raccontare come la scelta di dedicarsi agli animali sia nata prima di tutto da un cammino interiore.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si è trattato di una passione coltivata fin dall’infanzia. «Non sono una di quelle volontarie che hanno sempre amato gli animali», racconta la volontaria sul sito dell’Enpa di Brescia. Pur essendo cresciuta con un cane, per molto tempo il suo sguardo è rimasto concentrato soprattutto su se stessa e sulle proprie difficoltà.

Quando si è immersi nel proprio mondo interiore, spiega, è difficile percepire ciò che accade intorno, soprattutto quando si tratta di un linguaggio fatto di sguardi, presenza e silenzi, come quello degli animali. Per anni il suo percorso è stato dedicato soprattutto a imparare ad accettarsi e ad amarsi.

Poi qualcosa è cambiato. Un’esigenza inizialmente vaga, quasi impercettibile, ha iniziato a farsi strada: il bisogno di pace. Una ricerca interiore che, con il tempo, l’ha portata a guardare il mondo con occhi diversi.

Ripercorrendo la propria vita, la volontaria parla di una crescita segnata da molte trasformazioni: dalla timidezza dell’infanzia al desiderio di apparire “perfetta” nell’adolescenza, fino a una maturità vissuta tra domande irrisolte e il senso di sentirsi spesso fuori posto.

Una svolta decisiva è arrivata con la maternità. La nascita dei figli ha rappresentato un momento di forte cambiamento: «Per la prima volta qualcuno aveva bisogno di me in modo totale», racconta. Un legame intenso che ha aperto la strada a un nuovo percorso di accettazione personale.

È stato proprio affrontando fragilità, paure e aspettative che la volontaria ha trovato la forza di liberarsi da molti sensi di colpa e di riconoscere che non sentirsi “come gli altri” non significa essere sbagliati. Da lì è iniziata una nuova fase della sua vita, più consapevole e aperta verso l’esterno.

Solo allora, spiega, è stato possibile alzare davvero lo sguardo verso ciò che la circondava. Anche verso gli animali.

Da questa consapevolezza è nata la scelta del volontariato con Enpa. Un impegno che non è privo di difficoltà: chi si dedica alla tutela degli animali entra spesso in contatto con storie di abbandono, sofferenza e fragilità.

Eppure, proprio in quell’incontro con la vulnerabilità degli altri si nasconde anche il senso più profondo dell’esperienza. «Donare agli altri», conclude la volontaria, «significa anche ritrovare se stessi».

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