A seguito di numerosi episodi registrati negli ultimi giorni, l’Enpa di Voghera lancia un appello chiaro e urgente: non strappate i gattini alla loro mamma. Troppe le situazioni in cui cucciolate sono state prelevate senza reale necessità, causando più danni che benefici.
«Abbiamo ricevuto segnalazioni di gattini ritrovati in sacchetti, sperduti in campagna o lungo i corsi d’acqua: questi sono casi evidenti di abbandono e richiedono un intervento immediato», spiegano i volontari. «Ma molte altre volte, i cuccioli vengono sottratti in contesti che non lo giustificano».
Infatti, quando i gattini si trovano in angoli nascosti di giardini, cantine, portici o altri luoghi riparati, è molto probabile che siano stati messi lì da una madre attenta, che ha scelto quel posto come rifugio sicuro. In questi casi, l’assenza momentanea della gatta non è un segnale di abbandono, ma parte del normale comportamento felino: la madre potrebbe essersi allontanata per cercare cibo o perché disturbata.
«Il problema nasce quando qualcuno, in buona fede, interviene troppo presto», prosegue l’Enpa di Voghera. «Sottrarre un cucciolo alla sua mamma nei primi due mesi di vita riduce drasticamente le sue probabilità di sopravvivenza. Nessuna mano umana, per quanto esperta, può eguagliare l’accudimento materno».
Il consiglio dell’associazione è semplice: monitorare la situazione senza toccare i gattini. Se dopo molte ore la madre non torna e i piccoli iniziano a piangere in modo continuativo, solo allora si può valutare un intervento.
In conclusione, l’Enpa di Voghera invita la cittadinanza a rispettare il ciclo naturale di crescita dei gatti e a condividere il messaggio: «Nessuno può sostituire mamma gatta. Rispettiamo queste vite.»


