Tra i numerosi pulli di rondine che ogni anno vengono soccorsi e accuditi dal Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) dell’Enpa di Genova, quest’anno c’è anche un ospite speciale: un pullo di rondine montana (Ptyonoprogne rupestris), specie meno conosciuta ma appartenente alla stessa famiglia di rondini e balestrucci.
A differenza della rondine comune, la rondine montana predilige ambienti rocciosi e impervi, dove costruisce il proprio nido all’interno di grotte, cavità naturali o pareti di roccia, spingendosi anche oltre i 2.000 metri di altitudine. Un’altra caratteristica che la distingue è il comportamento migratorio: questa specie, infatti, non affronta le lunghe migrazioni tipiche delle altre rondini e trascorre l’inverno anche in molte aree del nostro Paese.
Anche il suo aspetto la rende facilmente riconoscibile. La rondine montana ha un corpo più robusto, un collo largo e ali lunghe e appuntite. Il piumaggio dorsale è di colore scuro, mentre la coda, più corta e squadrata, non presenta la tipica biforcazione delle rondini comuni.
Il piccolo ospite del CRAS sta crescendo grazie alle cure dei volontari e dei veterinari dell’ENPA. Quando sarà completamente autonomo e pronto ad affrontare la vita in natura, verrà liberato in un’area dove è già presente una colonia della sua specie, così da offrirgli le migliori possibilità di reinserimento.
Ogni animale selvatico recuperato rappresenta una storia di speranza che può avere un lieto fine solo grazie all’impegno quotidiano dei centri di recupero e al sostegno di chi sceglie di aiutare concretamente queste attività. Per contribuire al lavoro del CRAS ENPA di Genova è possibile effettuare una donazione attraverso il sito dell’associazione.


