Uccisione dell’orsa F36: Enpa chiede l’ammissione come parte civile. Processo rinviato al 20 aprile

Con l’udienza predibattimentale svoltasi oggi presso il Tribunale di Trento, entra in una nuova fase il procedimento penale per l’uccisione dell’orsa F36.

Nel corso dell’udienza, gli imputati hanno presentato richiesta di accesso al giudizio abbreviato condizionato. Il giudice ha quindi disposto il rinvio al 20 aprile 2026, data nella quale verranno valutate sia le richieste di rito sia le istanze di ammissione delle parti civili.

Tra queste, l’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) ha depositato atto di costituzione di parte civile, attraverso l’avvocato Enpa Claudia Ricci e l’avvocato Marina March chiedendo di essere ammessa nel processo.

La decisione di Enpa si colloca in un percorso avviato fin dai giorni immediatamente successivi al ritrovamento del corpo dell’orsa, avvenuto nel settembre 2023, quando l’associazione sollecitò l’intervento della magistratura affinché fossero accertate le responsabilità per la morte dell’animale.

«Per Enpa l’uccisione dell’orsa F36 ha rappresentato, fin dall’inizio, un fatto di estrema gravità – dichiara Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa –. La costituzione di parte civile è la naturale prosecuzione di un impegno assunto allora: chiedere verità e giustizia per un animale particolarmente protetto ucciso e per un episodio che ha profondamente colpito la coscienza collettiva”.

La richiesta di rito abbreviato impone ora particolare attenzione, affinché l’accertamento dei fatti e il ruolo delle parti civili siano pienamente garantiti.

La vicenda dell’orsa F36 si inserisce in un quadro che Enpa segnala da tempo come critico per la tutela della popolazione ursina in Trentino. Anche nel corso del 2025 l’associazione ha richiamato l’attenzione su episodi allarmanti che hanno coinvolto orsi e altri animali selvatici, sottolineando la necessità di interventi strutturali e di politiche efficaci capaci di ridurre i rischi e favorire una convivenza responsabile.

La richiesta di ammissione come parte civile conferma dunque l’impegno costante di Enpa per la tutela degli orsi del Trentino e della fauna selvatica, nel rispetto delle regole e della funzione della giustizia.

Enpa seguirà il procedimento in tutte le sue fasi, confidando nel lavoro della magistratura.

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