Coniugare la manutenzione del territorio con la tutela della biodiversità è possibile. Lo dimostra l’intervento realizzato nei giorni scorsi lungo il torrente Fersina, a Trento, dove le operazioni di sfalcio e potatura della vegetazione sono state pianificate e condivise tra il Servizio Bacini montani, il Comune di Trento, il MUSE, Enpa di Rovereto, LIPU e l’Associazione Pescatori Dilettanti Trentini.
L’intervento ha interessato la vegetazione che, in alcuni tratti, aveva invaso il marciapiede, la pista ciclabile e la sede stradale lungo viale Bolognini, via Marsala, via Eusebio Iori e via Fersina. L’obiettivo era garantire la sicurezza e la fruibilità degli spazi pubblici, limitando al tempo stesso l’impatto sugli habitat naturali e sulle specie selvatiche che vivono lungo il corso d’acqua.
Il torrente Fersina rappresenta infatti uno dei principali corridoi ecologici della città di Trento. Pur essendo stato profondamente modificato nel corso dei secoli dagli interventi di sistemazione idraulica e dall’espansione urbana, conserva ancora oggi un importante valore naturalistico, grazie alla presenza di vegetazione ripariale e di numerose specie animali che trovano rifugio e siti di nidificazione lungo le sue sponde.
Proprio per questo motivo, prima dell’avvio dei lavori è stato effettuato un sopralluogo congiunto tra tutti i soggetti coinvolti, così da concordare modalità e tempistiche degli interventi, tenendo conto non solo delle esigenze di manutenzione idraulica, ma anche della salvaguardia degli habitat presenti.
Tra i contributi emersi, il MUSE ha evidenziato l’opportunità di concentrare gli interventi più vicini all’alveo nel periodo compreso tra la fine di agosto e il mese di marzo, per ridurre al minimo il disturbo alla fauna.
Enpa di Rovereto e LIPU hanno invece richiamato l’attenzione sull’importanza di preservare e incrementare la naturalità del torrente, affinché continui a rappresentare un ambiente favorevole per la fauna selvatica. Particolare attenzione è stata dedicata all’avifauna nidificante, concordando modalità operative in grado di evitare interferenze durante i periodi più delicati della riproduzione.
Lungo il Fersina sono infatti presenti specie come il merlo acquaiolo, il germano reale, la gallinella d’acqua, oltre alla presenza occasionale di smergo maggiore e airone cenerino, insieme a numerosi passeriformi che hanno trovato in questo tratto urbano un habitat idoneo alla nidificazione. La loro presenza contribuisce ad arricchire la biodiversità cittadina e rende il torrente un importante patrimonio ambientale e paesaggistico per tutta la comunità.
Per Enpa e LIPU, l’esperienza maturata sul Fersina rappresenta un esempio concreto di buona amministrazione, capace di mettere attorno allo stesso tavolo enti pubblici, mondo scientifico e associazioni ambientaliste e animaliste.
Le due associazioni auspicano che questo metodo di lavoro possa essere adottato anche dagli altri Comuni del Trentino, affinché la gestione del territorio tenga sempre insieme sicurezza, tutela della vegetazione e conservazione della fauna selvatica. Una sfida sempre più importante anche alla luce della crisi climatica, considerando il ruolo fondamentale della copertura vegetale nella mitigazione delle temperature, nell’assorbimento della CO₂ e nella conservazione della biodiversità, elementi indispensabili per la qualità della vita delle persone e per l’equilibrio degli ecosistemi.


