Abbiamo appreso da una nota della Provincia Autonoma di Trento (Pat) che nel pomeriggio di giovedì 18 settembre è stato rinvenuto il corpo di un’orsa lungo un sentiero in quota in Val di Sole, in Trentino. Sul posto è intervenuto il Corpo forestale provinciale, che ha provveduto al recupero dell’animale, per consegnarlo all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, che effettuerà le necessarie verifiche. Poiché sono ormai parecchi gli orsi uccisi tramite atti di bracconaggio, manterremo alta l’attenzione. Così Ivana Sandri, presidente dell’Enpa di Rovereto.
Vogliamo anche ricordare l’ultima indagine Doxa “Il turismo in Trentino – l’impatto della presenza dell’orso“, che ha dimostrato che per la maggioranza degli intervistati la presenza dell’orso non rappresenti un problema, anzi venga percepita positivamente e come sia ulteriormente aumentata la percentuale di chi considera la loro presenza un valore aggiunto, confermando che il tema dell’orso va affrontato con equilibrio: da un lato garantendo una sempre più incisiva informazione e formazione sia degli abitanti che dei turisti, dall’altro valorizzando la dimensione naturalistica che molti ospiti considerano un elemento distintivo del nostro territorio, ma che rappresenta espressione di un ambiente salubre e preservato, un valore essenziale per la vita di tutti i cittadini. In attesa di conoscere le risultanze degli esami da parte dell’IZSVe, chiediamo con forza che, qualora la morte dell’orsa sia riferibile a causa umana, venga conteggiata nel numero massimo di orsi che possono essere uccisi in un anno in Trentino (8) stabilito dall’Ispra. Un numero di morte che noi non accetteremo mai!
Purtroppo molti orsi sono “scomparsi” senza che ne sia stato rinvenuto il corpo, ma tanti sono anche quelli di cui è stato possibile accertare che sono stati uccisi in atti di bracconaggio e chiediamo con forza che questi reati vengano perseguiti e puniti, perché trasmettono un’immagine che non ci appartiene e che non rappresenta la stragrande maggioranza dei Trentini. Oltre all’orsa rinvenuta morta in Val di Sole, ricordiamo l’orsa investita nella zona di Spiazzo il 23 agosto e trasportata in gravi condizioni al Casteller. Si tratta dell’orsa F3, 17 anni di età, nota come animale molto elusivo. Poiché dal giorno dell’incidente non è stato più diffusa alcuna notizia, se non la sua identificazione, chiediamo di conoscere il suo stato di salute e quando potrà essere reimmessa in libertà: perché F3 non deve finire come il povero cucciolo finito prigioniero in un parco faunistico, nonostante chi lo aveva accudito avesse operato in modo da non causarne l’abituazione all’uomo e da consentirgli, quindi, di poter essere liberato nuovamente nel suo territorio.


