Trentino, rifugio alpino nega l’accesso a una cagnolina in difficoltà: la denuncia dell’Enpa di Rovereto

Un episodio che sta suscitando indignazione tra gli amanti degli animali e della montagna. Nei giorni scorsi, durante un violento temporale con grandine, un escursionista si è visto negare l’ingresso in un rifugio alpino del Trentino, dove aveva chiesto riparo insieme alla sua cagnolina in evidente stato di sofferenza.

“Troviamo incomprensibile – ha commentato l’Enpa di Rovereto – che una cagnolina in grave difficoltà non abbia trovato riparo proprio in un rifugio. Le strutture alpine dovrebbero garantire accoglienza e sicurezza, soprattutto in condizioni meteo avverse. Negare l’ingresso non è solo una mancanza di sensibilità verso gli animali, ma anche un rischio per gli escursionisti che li accompagnano.”

Secondo quanto riportato dal proprietario, infatti, l’animale era bagnato, infreddolito e tremante, ma i gestori della struttura avrebbero rifiutato l’ospitalità, lasciando il padrone senza alternative. “Nessun amante degli animali lascerebbe mai il proprio cane fuori a morire – ha spiegato l’escursionista intervistato da Sara de Pascale per il sito IlDolomiti.it–. atteggiamenti del genere mettono a rischio non solo gli animali, ma anche i loro proprietari, che non li abbandonerebbero mai. Speriamo che episodi simili non si ripetano e che chi gestisce rifugi ricordi che in montagna umanità ed empatia devono venire prima di tutto.”

Enpa di Rovereto ricorda inoltre che la montagna è un ambiente che richiede solidarietà e spirito di comunità: “Un rifugio, per definizione, è un luogo di protezione. Lasciare fuori un animale e il suo proprietario significa tradire lo spirito stesso della montagna, fatto di rispetto reciproco, aiuto e condivisione.”

L’associazione chiede che l’episodio diventi occasione di riflessione per chi gestisce le strutture alpine, affinché siano riviste le regole di accoglienza e garantito che simili episodi non abbiano più a verificarsi.

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