Un grave episodio di predazione riaccende il dibattito sulla gestione della convivenza tra allevamenti e grandi carnivori in Trentino. A Comano Terme, oltre cinquanta pecore allevate per la produzione di lana sono state uccise da un branco di lupi. Secondo quanto emerso dai controlli ufficiali, all’origine dell’accaduto ci sarebbe il malfunzionamento del recinto elettrificato che avrebbe dovuto proteggere il gregge.
A intervenire è la sezione Enpa di Rovereto, che esprime rammarico per la perdita degli animali ma richiama con forza l’attenzione sulle responsabilità legate alla prevenzione. In una zona dove la presenza del lupo è nota e monitorata, infatti, i sistemi di difesa rappresentano uno strumento essenziale. Strumenti che, come ricordato anche dalla Provincia autonoma di Trento, sono interamente finanziati dall’ente pubblico, mentre spetta agli allevatori garantirne il corretto funzionamento nel tempo.
Determinanti, in questo caso, sono state le verifiche del Corpo forestale, che hanno accertato l’assenza di corrente nel sistema elettrificato. Un elemento che, secondo il Servizio Faunistico provinciale, incide direttamente sull’efficacia delle misure di difesa: la continuità della corrente e la manutenzione delle recinzioni sono condizioni indispensabili per ridurre o azzerare il rischio di predazione.
l’Enpa di Rovereto critica inoltre le reazioni giudicate “inutilmente rabbiose” da parte delle istituzioni locali, invitando gli amministratori a esercitare pienamente il proprio ruolo di tutela nei confronti di tutti gli animali, domestici e selvatici. Un richiamo che affonda le radici anche nella storia dell’associazione, che fino agli anni Ottanta svolgeva direttamente funzioni oggi attribuite ai Comuni.
L’associazione sottolinea come una corretta gestione delle misure preventive non solo protegga gli animali d’allevamento, ma contribuisca anche a un equilibrio più ampio dell’ecosistema. La presenza dei lupi, infatti, può favorire il contenimento naturale di specie come i cinghiali, spesso responsabili di ingenti danni alle colture agricole.
Sul fronte economico, la Provincia ha recentemente rafforzato le misure di sostegno agli allevatori, prevedendo rimborsi fino al 90% dei danni accertati e abbassando la soglia minima per l’accesso agli indennizzi. Un intervento che conferma l’importanza di una gestione integrata del problema, basata su prevenzione, responsabilità e convivenza tra attività umane e fauna selvatica.


