Una storia a lieto fine nei boschi sopra Nomi. Il piccolo, di appena una settimana di vita, è stato recuperato e ricongiunto alla madre grazie al tempestivo intervento dei soccorsi e al rispetto delle corrette procedure per la fauna selvatica.
Un incontro fortuito, avvenuto nel posto giusto e al momento giusto, ha permesso di salvare la vita a un cucciolo di capriolo nei boschi sopra Nomi, in Trentino.
Protagonista della vicenda è un volontario della sezione Enpa di Rovereto che, mentre percorreva in bicicletta una strada in salita immersa nel bosco, ha notato un movimento improvviso provenire dall’alto. Qualcosa era precipitato lungo il pendio e, insospettito dall’assenza di ulteriori movimenti, ha deciso di fermarsi per verificare cosa fosse accaduto.
Avvicinandosi con cautela per non spaventare l’animale, ha scoperto un minuscolo cucciolo di capriolo adagiato sul terreno ai margini della carreggiata. Il piccolo era appena caduto da un alto muro che costeggia la strada.
Grazie al mantello maculato e perfettamente mimetico, il cucciolo risultava quasi invisibile. Se il passaggio fosse avvenuto pochi secondi più tardi, probabilmente nessuno si sarebbe accorto della sua presenza. Disorientato e spaventato dalla caduta, avrebbe potuto raggiungere la carreggiata, finendo travolto dai veicoli che transitavano a velocità sostenuta lungo quel tratto di strada.
Il volontario si è quindi posizionato tra il piccolo e il traffico, creando una barriera di protezione e inducendo gli automobilisti a mantenersi a distanza dal bordo della carreggiata. Nel frattempo, una donna che si era fermata per prestare aiuto ha atteso insieme a lui l’arrivo dei soccorsi.
Sul posto sono intervenuti in tempi rapidi gli agenti della Stazione Forestale di Rovereto, che hanno richiesto anche la presenza di una veterinaria dell’Azienda sanitaria per verificare le condizioni dell’animale.
Fortunatamente gli accertamenti hanno escluso conseguenze dovute alla caduta. Il cucciolo, che si stima avesse circa una settimana di vita, è risultato in buona salute ed è stato quindi riportato nell’area da cui era precipitato, consentendo il ricongiungimento con la madre.
La vicenda rappresenta anche un’importante occasione per ricordare come comportarsi quando si incontra un giovane animale selvatico apparentemente in difficoltà.
Nel caso di cuccioli di capriolo o di cervo, spiegano dall’Enpa di Rovereto, è fondamentale non toccarli e non spostarli, salvo situazioni di immediato pericolo di vita. I piccoli vengono spesso lasciati temporaneamente soli dalla madre, che continua a sorvegliarli e a tornare per allattarli. Inoltre, il contatto con l’uomo può compromettere il loro ritorno in natura.
Per questo motivo, in presenza di fauna selvatica in difficoltà, la scelta corretta è osservare attentamente la situazione e contattare gli enti competenti, fornendo informazioni il più possibile precise. In Trentino il soccorso e il recupero della fauna selvatica sono affidati al Corpo Forestale Provinciale e ai Centri Recupero Animali Selvatici (CRAS), che possono valutare il caso e fornire le indicazioni più appropriate.
Una storia a lieto fine che dimostra come conoscenza, prudenza e tempestività possano fare la differenza per la sopravvivenza degli animali selvatici.


