Enpa e altre sei associazioni contestano le restrizioni introdotte dalla Regione Toscana e invitano proprietari e conduttori dei fondi a presentare comunque la richiesta di esclusione dall’attività venatoria. Disponibile un modulo precompilato.
Comunicato stampa del 19 ottobre 2026
Il 30 settembre scorso è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana il nuovo Piano Faunistico-Venatorio Regionale. Da quel momento sono iniziati a decorrere i 30 giorni entro i quali proprietari e conduttori di fondi possono chiedere l’esclusione dei propri terreni dall’attività venatoria mediante semplice tabellazione perimetrale, una procedura diversa dalla realizzazione di un fondo chiuso, economicamente onerosa e difficilmente praticabile.
La domanda deve essere presentata entro il 30 ottobre 2026. Tuttavia, secondo le associazioni Enpa, GrIG, LAC, LAV, LIPU, LNDC e WWF, la Regione Toscana ha introdotto limitazioni inaccettabili che ostacolano il diritto dei proprietari e dei conduttori di vietare la caccia sui propri terreni.
In base alle disposizioni regionali, le richieste sarebbero infatti accolte soltanto per:
- Fondi destinati alla tutela della fauna, con caratteristiche ambientali idonee e una superficie non inferiore a 200 ettari accorpati. L’estensione può essere raggiunta sommando fondi confinanti appartenenti a più proprietari.
- Superfici interessate da programmi sperimentali di allevamento o coltivazione, finanziati con risorse pubbliche e finalizzati alla ricerca scientifica o all’innovazione tecnologica.
Le sette associazioni animaliste e ambientaliste ritengono che tali restrizioni ledano gravemente un importante diritto dei cittadini e siano in contrasto con la normativa nazionale e con i più recenti orientamenti giurisprudenziali.
Negli ultimi anni, infatti, le decisioni dei tribunali amministrativi e del Consiglio di Stato hanno chiarito, secondo le associazioni, un principio fondamentale: la richiesta di divieto di caccia non può essere limitata da criteri rigidi o da un elenco chiuso di situazioni, riconoscendo anche la possibilità di chiedere l’esclusione dei propri terreni dall’attività venatoria per motivi etici.
Per questo motivo Enpa, GrIG, LAC, LAV, LIPU, LNDC e WWF invitano tutti i proprietari e conduttori che non vogliono consentire la caccia sui propri terreni a presentare comunque la domanda, anche se non rientrano nei requisiti restrittivi indicati dalla Regione Toscana.
In questi casi, la richiesta non potrà essere inoltrata attraverso il portale regionale, ma dovrà essere trasmessa tramite PEC oppure raccomandata con ricevuta di ritorno.
Le associazioni hanno messo a disposizione sui propri siti web un modulo preimpostato, nel quale è sufficiente inserire i dati personali e quelli dei terreni interessati, per poi inviarlo al presidente della Regione Toscana.
Qualora la domanda venga respinta senza adeguate motivazioni, i cittadini potranno valutare di rivolgersi al Tar per contestare il provvedimento della Regione e chiedere l’applicazione della normativa nazionale.
Secondo le associazioni, si tratta di un’occasione particolarmente importante, che potrebbe non ripresentarsi per almeno i prossimi cinque anni. Per questo invitano i cittadini interessati a non lasciar trascorrere la scadenza del 30 ottobre, esercitando il proprio diritto di chiedere che sui loro terreni non venga praticata la caccia.
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