Toscana, cinghiali. Enpa: puntare sulla prevenzione e sui metodi ecologici. Con la caccia aumentano il numero di esemplari e i presunti danni all’agricoltura

«In questi giorni osserviamo in Toscana una vera offensiva contro i cinghiali, finalizzata ad ottenere il via libera ad uccisioni di massa. Ma si tratta, è bene ricordarlo, di iniziative anti-scientifiche di chiara natura ideologica». Lo dichiara l‘Ente Nazionale Protezione Animali, commentando l’ennesimo allarme-cinghiali lanciato dalla associazione agricole di posizioni estremiste e da certa parte del mondo politico e istituzionale regionale e nazionale.

L’Enpa, che già nei giorni scorsi aveva smontato l’emergenza selvatici per la sicurezza stradale (in Toscana i sinistri con la fauna sono lo 0,1% del totale), ricorda quanto spiegato in un rapporto dell’Ispra presentato alcune settimane fa. L’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (dunque non un’associazione animalista ma un ente “governativo”) infatti aveva mostrato chiaramente che nonostante il forte incremento degli abbattimenti di ungulati (+45%) tra il 2015 e il 2021 (in totale ne sono stati uccisi 2 milioni) non solo le popolazioni non erano diminuite, ma anche presunti danni all’agricoltura non erano calati. Paradossalmente, erano addirittura aumentati (da 16,7 a 18,7 milioni di euro). «Se davvero intendessero seguire un approccio scientifico e non ideologico, come più volte ribadito anche di recente, governo, parlamento ed enti locali – prosegue Enpa – dovrebbero partire da questa evidenza scientifica e attuare una radicale inversione di marcia rispetto alle politiche fallimentari di questi ultimi anni».

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