L’Ente Nazionale Protezione Animali è profondamente sconvolto e indignato per quanto accaduto nei giorni scorsi a Brisighella, in provincia di Ravenna: un gatto appartenente a una colonia felina regolarmente censita è stato colpito con un’arma da fuoco in pieno volto, da distanza ravvicinata. Un gesto crudele, inspiegabile e barbaro. E ovviamente un reato!
L’animale, docile e abituato al contatto umano, è stato soccorso dai volontari dell’Enpa di Faenza in condizioni gravissime ed è stato preso in cura dal veterinario Mauro Gaddoni. Le radiografie hanno evidenziato decine di pallini di piombo conficcati nella testa e nel corpo. Il gatto ha già perso un occhio e rischia seriamente di perdere anche il secondo.
«È un atto disumano e vigliacco, compiuto contro un animale che si fidava dell’essere umano – commentano i volontari dell’Enpa di Faenza –. Pensare che potesse avvicinarsi a chi poi ha premuto il grilletto con fiducia e speranza di una carezza, rende tutto ancora più atroce. Non possiamo né vogliamo restare in silenzio.»
L’Enpa presenta denuncia contro ignoti e si costituirà parte civile non appena sarà possibile individuare il responsabile. Nel frattempo, invita chiunque abbia visto o sappia qualcosa a farsi avanti, anche in forma anonima, per contribuire all’identificazione del colpevole. Ogni elemento può essere determinante.

«C’è una violenza quotidiana e sommersa – affermano i volontari dell’Enpa di Faenza – che colpisce esseri innocenti nel silenzio delle campagne. Questo non è solo un gesto ignobile: è un reato, una forma di odio che va denunciata e fermata.»
L’Enpa chiede giustizia e ribadisce che atti di questa natura non devono mai passare sotto silenzio. La tutela degli animali è un dovere collettivo, e solo con la collaborazione dei cittadini si possono contrastare efficacemente episodi di tale ferocia.
COSA DICE LA LEGGE
Enpa richiama l’attenzione sulla nuova normativa entrata in vigore il 1° luglio 2025, che prevede pene più severe per i reati di maltrattamento e uccisione di animali. Le sanzioni ora includono:
•Reclusione fino a 5 anni nei casi più gravi
•Multe elevate
•Interdizione temporanea o definitiva dalla custodia di animali
“Ci troviamo davanti a un atto di violenza inaccettabile, crudele, per cui chiediamo che venga applicata con rigore la nuova legge – dichiara Enpa –. Chi si accanisce su un essere indifeso deve rispondere con la massima severità possibile.”


