Si è svolta presso la 2ª Commissione Giustizia del Senato l’audizione dell’Ente Nazionale Protezione Animali, rappresentata dall’avv. Claudia Ricci, nell’ambito dell’esame dei disegni di legge nn. 1308, 11, 587, 1398 e 1405, volti a rafforzare la normativa penale in materia di reati contro gli animali.
Nel corso dell’audizione, l’Enpa ha espresso pieno sostegno ai provvedimenti in discussione, ritenuti “una riforma attesa e indispensabile” per garantire una tutela più efficace e concreta nei confronti degli animali, ancora troppo spesso vittime di violenze impunite.
Quattro i punti chiave della memoria Enpa depositata:
•Pene più severe e aggravanti mirate: reati come uccisione, maltrattamento, abbandono e combattimenti vedranno sanzioni più elevate e aggravanti specifiche nei casi di particolare crudeltà, presenza di minori, più animali coinvolti o diffusione via web.
•Procedibilità d’ufficio rafforzata: l’interesse pubblico viene riconosciuto anche per reati come quelli previsti dall’art. 638 c.p., consentendo l’intervento della magistratura senza necessità di querela.
•Tutela degli animali nel corso del procedimento: si introduce il divieto di abbattimento o alienazione degli animali coinvolti fino a sentenza definitiva, e si riconosce alle associazioni la facoltà di impugnare i provvedimenti cautelari.
•Affido definitivo degli animali sequestrati: il nuovo art. 260-bis c.p.p. consentirà l’affidamento definitivo degli animali sequestrati alle associazioni riconosciute, anche prima della fine del processo, tutelando il loro benessere.
Enpa da oltre 150 anni in prima linea per la difesa degli animali e quotidianamente presente nei tribunali come parte civile, ha sottolineato la necessità di una riforma in linea con i principi costituzionali e la crescente sensibilità sociale.
“Questa riforma – ha dichiarato l’avv. Ricci –segna un cambio di paradigma: per la prima volta, la tutela penale si sposta dal semplice sentimento dell’uomo verso l’animale alla tutela dell’animale in quanto tale, come essere senziente e titolare di un interesse diretto. Un passaggio epocale, reso possibile dalla recente riforma costituzionale, che riconosce il valore pubblico della protezione animale. Per questo oggi è legittimo e necessario intervenire sul codice penale. Non possiamo più permettere che chi maltratta un animale resti impunito. Questa è una battaglia di civiltà che il Paese non può rimandare.”
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