Non abbiamo fatto in tempo a denunciare il ritrovamento della testa di un lupo mozzata e appesa a un palo della segnaletica stradale lungo la strada dell’Arnaccio, tra Cascina e Coltano, che arriva una nuova segnalazione dalla stessa area del Pisano.
Nelle ultime ore, infatti, la testa di un secondo lupo decapitato è stata trovata appesa con una fune a un cavalcavia della superstrada Firenze-Pisa-Livorno (Fi-Pi-Li), all’altezza di Cascina in direzione Pisa. A notarla sono stati diversi automobilisti di passaggio, che hanno segnalato la scena alle forze dell’ordine. La testa dell’animale è stata successivamente rimossa e sul caso sono ora in corso indagini da parte dei carabinieri.
“Il fatto che in pochi giorni si registrino due episodi analoghi nella stessa area rende questo episodio ancora più inquietante – dichiara ENPA – e lascia pensare a un atto di bracconaggio accompagnato da un chiaro intento intimidatorio”.
“Si tratta di un gesto macabro e scioccante, di una crudeltà inaudita, che manifesta tutto l’odio possibile contro il lupo. Esporre la testa di un animale lungo una strada trafficata significa voler lanciare un messaggio, una sfida aperta contro le leggi che tutelano la fauna selvatica”.
Il lupo è una specie particolarmente protetta e svolge un ruolo fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi naturali. Tuttavia negli ultimi anni è diventato bersaglio di una crescente campagna di ostilità, spesso alimentata da allarmismi infondati e da posizioni antiscientifiche che rifiutano il principio della convivenza tra uomo e fauna selvatica.
“Il pianeta non appartiene solo all’uomo – ricorda ENPA – ma a tutte le specie animali che lo abitano. Episodi come questi sono anche il frutto di un clima culturale sempre più ostile verso il lupo”.
Proprio in Toscana, sottolinea l’associazione, alcune organizzazioni venatorie stanno chiedendo di effettuare censimenti dei lupi, iniziativa che secondo Enpa rischia di alimentare ulteriormente tensioni e strumentalizzazioni su una specie già oggetto di forti pressioni.
“Quando si crea un clima di ostilità verso una specie protetta – prosegue ENPA – il rischio è che qualcuno si senta autorizzato a passare dalle parole ai fatti”.
L’associazione esprime pieno sostegno alle indagini in corso e auspica che le forze dell’ordine riescano a individuare rapidamente il responsabile o i responsabili di questi atti.
“Qualora i colpevoli venissero identificati, ENPA attiverà immediatamente i propri uffici legali per costituirsi parte attiva nelle azioni giudiziarie”.
ENPA continuerà a monitorare con attenzione la situazione e a segnalare ogni abuso non solo alle autorità italiane ma anche alle istituzioni europee, ribadendo il proprio impegno nella difesa della fauna selvatica e nella promozione di una convivenza basata su conoscenza scientifica, responsabilità e rispetto per tutte le specie.


