La Regione Sardegna ha recentemente approvato un piano di “eradicazione” – ovvero di sterminio anche in orario notturno – dei cinghiali nell’Isola di San Pietro, accusati di essere troppi, di avvicinarsi ai turisti – che danno loro da mangiare – e oggetto di ripopolamenti abusivi, probabilmente con lo scopo di renderli “cacciabili” tutto l’anno, con un pretesto o l’altro.
“La letteratura scientifica ha già ampiamente attribuito alla caccia e alle uccisioni indiscriminate la proliferazione dei cinghiali. Lo conferma anche un recente studio del dott. Mazzatenta, di alto valore scientifico, pubblicato sulla rivista accademica “Conservation”, che dimostra – dati ufficiali alla mano – come le politiche degli spari provochino un anticipo dell’età riproduttiva, un aumento della fertilità e più cucciolate nell’arco dell’anno. Senza contare la destrutturazione del branco: con l’uccisione delle matriarche, che attraverso i feromoni controllano le altre femmine, queste ultime finiscono per formare più branchi riproduttivi e quindi generare ancor più cinghiali.
Il primo passo per un controllo della specie serio e credibile, quindi, sarebbe proprio vietare la caccia ludico-ricreativa (nel piano viene solo suggerito), mentre è invece concessa anche la Braccata, metodologia non selettiva.
Per Enpa le alternative esistono: a partire da una corretta gestione dei rifiuti, da una adeguata informazione sul divieto di avvicinare e dare cibo agli animali selvatici, fino all’emissione di sanzioni per chi li alimenta. E ancora, controlli ferrei sulle re-immissioni abusive e la sperimentazione del farmaco anticoncezionale GonaCon, che nel nostro Paese deve ottenere l’autorizzazione del Ministero della Salute attraverso specifici progetti.
“La sperimentazione del GonaCon in un ecosistema chiuso come l’Isola di San Pietro sarebbe stata un’opportunità di studio e ricerca. Ma evidentemente – per accontentare qualche categoria – si preferisce optare per forme di prelievo, o meglio di caccia, a volte devastanti, non selettive e dannose per l’ambiente, che non risolveranno nulla. A trarne vantaggio saranno i privilegiati coadiutori, ai quali rimarranno le carni, anche da rivendere.”


