Un progetto presentato come “naturalistico”, ma che secondo le associazioni animaliste e ambientaliste ha un solo obiettivo: favorire la caccia. A lanciare l’allarme sono Enpa di Santa Marinella, LIPU Civitavecchia – Monti della Tolfa e Forum Ambientalista, in merito alla decisione del Comune di Santa Marinella di istituire un’azienda faunistica venatoria, escludendo dal confronto pubblico proprio chi tutela la fauna e l’ambiente.
Il Comune ha convocato per lunedì 7 luglio, alle ore 18:30, un’assemblea pubblica presso l’Aula consiliare “Silvio Caratelli” di via Cicerone. Ma, denunciano le associazioni, l’invito è rivolto unicamente a cacciatori e associazioni venatorie, ignorando del tutto le realtà che operano nella difesa della biodiversità, nello studio scientifico del territorio e nelle attività ludico-sportive all’aperto.
«Si tratta di un incontro a porte chiuse mascherato da partecipazione – dichiarano Alessia Colle (LIPU), Cristina Civinini (ENPA) e Simona Ricotti (Forum Ambientalista) –. L’unico scopo reale è quello di creare un’area dove cacciare più facilmente, non certo quello di salvaguardare l’equilibrio naturale».
Le associazioni sottolineano che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e che la sua gestione non può essere affidata a una sola categoria, per di più quella che ne trae vantaggio dall’abbattimento. La caccia, oltre a causare sofferenza agli animali, limita anche la fruizione del territorio da parte di escursionisti, famiglie, scuole e ricercatori.
Enpa, LIPU e Forum Ambientalista chiedono che l’amministrazione comunale apra il confronto anche alle associazioni ambientaliste, al mondo scientifico e a chi promuove un rapporto rispettoso con la natura, in linea con i principi di tutela della biodiversità sanciti dalle normative europee, nazionali e regionali.
“La natura è di tutti, non un campo di tiro privato”, concludono. E l’Ente Nazionale Protezione Animali, insieme alle realtà ambientaliste locali, vigilerà su ogni tentativo di piegare l’ambiente a interessi venatori, chiamando cittadini e istituzioni a difendere la fauna selvatica, già fortemente minacciata da urbanizzazione, cambiamenti climatici e pratiche agricole intensive.


