Recupero selvatici a Crotone, le associazioni si ritirano per la totale assenza delle istituzioni

Basta con il recupero e il soccorso della fauna selvatica a Crotone. Una scelta difficile, difficilissima, ma inevitabile per la totale assenza delle istituzioni locali che invece dovrebbero farsi carico del problema e per i rischi che corrono i volontari anche sul piano della responsabilità penale.

Le associazioni ambientaliste Circolo per l’Ambiente IBIS, WWF Provincia di Crotone ed ENPA Crotone annunciano con rammarico che non potranno più intervenire nel recupero di animali selvatici feriti o in difficoltà nel territorio provinciale. La decisione arriva come conseguenza della persistente indifferenza delle istituzioni locali, che, nonostante le normative vigenti, continuano a ignorare le proprie responsabilità in materia di tutela della fauna selvatica.

 

Una situazione insostenibile

Le leggi di riferimento, la Legge Regionale Calabria n. 9/1996 e la Legge Nazionale n. 157/1992, impongono precisi obblighi alle amministrazioni pubbliche per il soccorso e la cura della fauna selvatica. Tuttavia, le associazioni denunciano come questi doveri vengano sistematicamente disattesi, lasciando il carico dell’intervento unicamente sulle spalle dei volontari e dei cittadini.

Dopo numerosi appelli rimasti inascoltati, gli ambientalisti hanno deciso di procedere con un passo drastico: l’autodenuncia e la denuncia alla Procura degli enti preposti, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e spingere le istituzioni a farsi carico di questa emergenza.

 

Il grido d’allarme dei volontari

Giuseppe Trocino, presidente della Sezione Enpa di Crotone, commenta: “La nostra è una decisione sofferta, ma necessaria. Abbiamo dedicato anni di impegno e passione alla salvaguardia degli animali, ma non possiamo più farlo a rischio di conseguenze penali. Le istituzioni devono capire che la situazione è insostenibile.”

Le associazioni ricordano che, in oltre 40 anni di attività, hanno portato a termine centinaia di salvataggi, spesso in condizioni difficili e pericolose. Ma il volontariato non può e non deve sostituirsi allo Stato, tanto più che l’intervento diretto sui selvatici da parte di singoli cittadini è vietato per legge e può comportare conseguenze legali.

 

Un appello alle istituzioni

L’emergenza diventa ancora più grave con l’avvicinarsi della stagione della nidificazione: senza un intervento tempestivo, molti pulli caduti dai nidi saranno condannati a morte certa.

Le associazioni rivolgono un accorato appello alle istituzioni affinché assumano immediatamente le proprie responsabilità, garantendo le risorse e le strutture necessarie per il soccorso della fauna selvatica. “Non possiamo permettere che la nostra provincia diventi teatro di una strage silenziosa”, concludono le associazioni, ribadendo la necessità di un intervento immediato da parte degli enti competenti.

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