«Quattro case su dieci ospitano almeno un animale: è un dato che racconta, più di qualsiasi parola, quanto cani, gatti e tanti altri animali siano membri a pieno titolo delle famiglie italiane», dichiara Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa, commentando i dati del 37° Rapporto Italia Eurispes 2025.
La fotografia scattata da Eurispes evidenzia una tendenza in crescita nella presenza di animali domestici (40,5% nel 2025, +3,2% rispetto al 2024), con una sostanziale parità tra cani e gatti (entrambi al 37%). «È significativo – sottolinea Rocchi – che, per la prima volta, i gatti abbiano raggiunto i cani per diffusione: un cambiamento culturale che ci parla di una nuova sensibilità verso modi diversi di condividere la vita con un animale».
Tuttavia, l’aumento dei costi per la cura degli animali emerge come un elemento critico. Oltre la metà dei proprietari spende tra i 31 e i 100 euro al mese, e un 28,4% supera i 100 euro. «Preoccupano due dati – commenta Rocchi –: il 23% di chi già ha animali ha rinunciato ad accoglierne altri per difficoltà economiche, e quasi il 10% ha dovuto separarsi dal proprio compagno a quattro zampe. Questo ci interroga: l’amore non basta, serve sostegno concreto da parte delle istituzioni».
La presidente dell’Enpa lancia quindi un appello: «Occorrono misure strutturali di welfare animale: detrazioni fiscali vere, sostegno ai servizi veterinari di base e campagne di sterilizzazione capillari. La relazione uomo-animali è un bene sociale che va tutelato».
Altro dato rilevante riguarda la crescente consapevolezza etica degli italiani verso i diritti animali: quasi l’80% si dice contrario a vivisezione e uso di pellicce, il 76% agli animali nei circhi, oltre il 68% alla caccia, e il 71,4% agli allevamenti intensivi. «È una presa di posizione netta, trasversale e duratura. I cittadini chiedono una svolta culturale e politica che ponga fine allo sfruttamento sistematico degli animali. Questo deve riflettersi nelle scelte legislative, non essere ignorato», aggiunge Rocchi.
Anche sulle pratiche di abbattimento per contenere il numero degli animali in libertà, la maggioranza dei cittadini si dichiara contraria (60-66% a seconda dei contesti). «Queste percentuali – conclude la presidente Enpa – dimostrano che l’opinione pubblica è più avanti della politica. Il rispetto degli animali, la convivenza pacifica e non cruenta sono un valore sentito e ormai radicato. È tempo che questo valore trovi piena attuazione nelle norme e nelle politiche pubbliche».


