Randagismo felino a Brescia, parte il confronto tra Enpa e Comune: al via il censimento delle realtà che aiutano i gatti

Un primo passo concreto verso una strategia condivisa per affrontare il fenomeno del randagismo felino. Dopo l’appello lanciato nelle scorse settimane, Enpa Brescia è stata convocata dal Comune per un incontro dedicato al tema, che l’associazione definisce «costruttivo» e destinato a rappresentare l’inizio di un percorso di collaborazione con l’Amministrazione e con tutte le realtà impegnate nella tutela dei gatti sul territorio.

Nel corso del confronto, Enpa ha illustrato le criticità che volontari e associazioni affrontano quotidianamente, mentre il Comune e i servizi veterinari dell’Ats hanno presentato il proprio punto di vista sulla gestione del fenomeno. Tra gli aspetti emersi, uno dei più rilevanti riguarda la difficoltà di fotografare con precisione la reale dimensione del randagismo felino.

Secondo Enpa, infatti, i dati ufficiali non restituiscono un quadro completo della situazione. Accanto alle informazioni raccolte dagli enti pubblici esiste infatti un vasto lavoro svolto ogni giorno da volontari, associazioni e cittadini che recuperano, curano, sterilizzano e seguono centinaia di gatti, attività che spesso non confluiscono nelle statistiche istituzionali e che rischiano di far apparire il fenomeno molto più contenuto di quanto non sia nella realtà.

Dal confronto sono emerse diverse proposte operative e la volontà reciproca di proseguire il dialogo per arrivare alla definizione di un progetto condiviso. Un percorso che, sottolinea Enpa, dovrà tenere conto non solo delle esigenze dell’associazione, ma anche dell’esperienza e delle necessità di tutte le organizzazioni attive sul territorio.

Per questo motivo Enpa Brescia ha deciso di avviare un censimento delle associazioni che si occupano concretamente di randagismo felino nel Comune. L’obiettivo è raccogliere dati affidabili, conoscere quali realtà operano nei diversi quartieri cittadini, comprendere l’entità del loro impegno e costruire una fotografia il più possibile fedele del fenomeno.

L’associazione ha quindi lanciato un appello, anche attraverso i propri canali social, rivolto alle associazioni riconosciute che operano da almeno due anni nel territorio comunale e che seguono gatti randagi, invitandole a compilare un questionario online. Le informazioni raccolte confluiranno in un database riservato che consentirà di quantificare il numero delle realtà coinvolte, il volume delle attività svolte e, ove possibile, il numero di gatti assistiti nel corso del 2025.

Per Enpa, disporre di dati concreti rappresenta il presupposto indispensabile per costruire insieme al Comune un progetto efficace, capace di rispondere in modo strutturato a un’emergenza che, pur coinvolgendo ogni giorno decine di volontari, resta ancora in parte sommersa.

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