Randagismo: Enpa plaude l’impegno della Città Metropolitana di Roma Capitale. Carla Rocchi: “Un segnale concreto, che fa la differenza”

Enpa accoglie con grande favore la decisione della Città Metropolitana di Roma Capitale di triplicare i fondi per la prevenzione e il contrasto al randagismo, portando lo stanziamento da 30.000 a 100.000 euro nel bando 2024.

A esprimere l’impegno di Roma Capitale è stato Rocco Ferraro, consigliere delegato all’Ambiente, Aree Protette e Tutela degli Animali, in sintonia con l’Assessora Sabrina Alfonsi e con la Garante per gli Animali on.le  Patrizia Prestipino. Un piano ambizioso e concreto: supporto ai Comuni, progetti per favorire l’adozione consapevole, nuove strutture di accoglienza, recupero della fauna selvatica e un forte coinvolgimento della cittadinanza.

Una scelta che, secondo Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Ente Nazionale Protezione Animali, rappresenta “un cambio di passo necessario e atteso da tempo”.

“Contrastare il randagismo – dichiara Rocchi – non può più essere considerato un’emergenza, ma deve diventare una priorità strutturale nelle politiche pubbliche. L’iniziativa della Città Metropolitana di Roma Capitale va esattamente in questa direzione: non si limita a stanziare fondi, ma promuove una rete fatta di Comuni, scuole, volontari, veterinari, associazioni e cittadini. Questo è il modello virtuoso da replicare in tutto il Paese.”

I risultati già si vedono: 21 Comuni sono stati ammessi al contributo, mentre oltre 35 hanno partecipato al bando, dimostrando attenzione e sensibilità crescenti su un tema che coinvolge benessere animale, salute pubblica e coesione sociale.

“Serve una visione lunga e coraggiosa – aggiunge Rocchi – e Ferraro, con il sostegno del Sindaco Gualtieri, ha dimostrato che è possibile costruire un’alleanza concreta tra istituzioni e territorio. Il randagismo si combatte non solo con risorse, ma con cultura, responsabilità e la volontà di non lasciare nessuno indietro, a partire dagli animali.”

Enpa auspica che questa iniziativa possa diventare un esempio per altre amministrazioni in Italia, nella convinzione che la tutela degli animali non sia un’opzione ma una responsabilità collettiva.

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