L’Ente Nazionale Protezione Animali ha attivato il proprio Ufficio Legale dopo la la morte dei cuccioli avvenuta in provincia di Agrigento. Giusy D’Angelo: «Chi abbandona un animale tradisce la fiducia di un essere vivente e deve risponderne fino in fondo davanti alla legge».
L’Ente Nazionale Protezione Animali esprime sgomento per l’orrore accaduto a Sciacca, dove quattro cuccioli sono morti dopo essere stati lasciati, insieme alla madre e ad altri due cani adulti, su un terrazzo esposto al sole, senza acqua e senza alcun riparo. Una tragedia che, secondo quanto ricostruito dagli organi intervenuti, si è consumata nel caldo soffocante di questi giorni e che si è conclusa con la denuncia del proprietario per i reati di maltrattamento e uccisione di animali.
Di fronte a un episodio di tale gravità, Enpa ha già attivato il proprio Ufficio Legale ed è pronta a costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale.
«Quello che è accaduto a Sciacca non è una fatalità né una leggerezza: è una sequenza di scelte che hanno provocato una sofferenza indicibile e la morte di quattro cuccioli», dichiara Giusy D’Angelo, presidente nazionale ENPA. «Lasciare degli animali sotto il sole, senza acqua e senza possibilità di mettersi in salvo, significa condannarli a una morte lenta e atroce. Chiederemo che venga fatta piena giustizia e il nostro Ufficio Legale è pronto a costituirsi parte civile affinché chi si è reso responsabile di questa tragedia risponda delle proprie azioni.»
L’orrore di Sciacca arriva nelle stesse ore in cui l’Enpa ha recuperato a Venaria, due cani lasciati soli in casa mentre il proprietario era in vacanza, salvati soltanto grazie alla segnalazione dei vicini e all’intervento dei Carabinieri. Due episodi diversi nelle modalità, ma accomunati dalla stessa, gravissima irresponsabilità: considerare gli animali come oggetti di cui liberarsi quando diventano un ostacolo ai propri interessi.
I dati raccolti dall’Ente confermano un fenomeno sempre più allarmante. Nel 2025 ENPA ha recuperato 25.081 cani, con un incremento del 50,7% rispetto all’anno precedente. Anche il monitoraggio, ancora in corso, relativo al mese di giugno 2026 mostra una situazione preoccupante: tra le sezioni che hanno già trasmesso i dati, il 45,7% registra un aumento dei recuperi riconducibili ad abbandoni rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre cresce anche il numero delle richieste di rinuncia di proprietà da parte dei detentori degli animali.
«Non basta indignarsi ogni volta che emerge un caso come questo», conclude Giusy D’Angelo. «Serve un’applicazione rigorosa e coerente delle pene. Chi provoca sofferenze così atroci deve essere perseguito fino in fondo, senza sconti e senza minimizzare la gravità di questi reati. Solo la certezza della pena può contribuire a fermare una spirale di crudeltà che ogni estate continua a riempire i nostri rifugi e, troppo spesso, le cronache. I numeri dell’Enpa dimostrano che il fenomeno degli abbandoni non accenna a diminuire e che il prezzo di questa irresponsabilità lo pagano gli animali e i volontari che ogni giorno cercano di salvarli. Continueremo a costituirci parte civile nei procedimenti più gravi, perché ogni animale vittima della violenza abbia giustizia e perché passi un messaggio inequivocabile: abbandonare, maltrattare o uccidere un animale non è una leggerezza, ma un reato che deve avere conseguenze certe e gravi.»


