Puglia, presunto lupo a Noicattaro. Enpa a Decaro: «Senza DNA solo allarmismi. Fermare la cattura e puntare su dissuasione e prevenzione»

D’Angelo scrive al presidente della Regione Puglia e chiede accesso agli atti: «L’animale non è stato identificato con certezza. Potrebbe trattarsi anche di un cane. Prima di intervenire servono dati scientifici e un’azione seria contro randagismo e cani lasciati incustoditi»

Enpa chiede di fermare la cattura del presunto lupo di Noicattaro fino a quando non sarà accertata scientificamente l’identità dell’animale e di evitare allarmismi legati alle presunte aggressioni attribuite a un esemplare che, allo stato attuale, non risulta identificato con certezza.

È quanto chiede la presidente nazionale Enpa Giusy D’Angelo in una lettera indirizzata al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, nella quale l’Associazione chiede anche accesso agli atti e una serie di informazioni sulle verifiche effettuate e sulle misure adottate sul territorio.

Il primo punto riguarda gli esiti delle analisi genetiche. Per Enpa il DNA rappresenta l’elemento necessario per accertare scientificamente la specie dell’esemplare coinvolto prima di attribuire al lupo le presunte aggressioni e assumere provvedimenti nei suoi confronti.

«Senza DNA stiamo parlando di ipotesi e le ipotesi non possono trasformarsi in una condanna per un animale», dichiara Giusy D’Angelo, presidente nazionale Enpa. «Non sarebbe la prima volta che un lupo viene indicato come responsabile di aggressioni e successivamente emerge che si trattava di cani. In un territorio nel quale esiste il problema del randagismo e dei cani padronali lasciati incustoditi, questa possibilità non può essere esclusa senza accertamenti scientifici. Chiediamo quindi di fermare la cattura e di evitare allarmismi fino a quando non avremo una identificazione certa.»

Proprio il randagismo rappresenta uno dei punti centrali della richiesta avanzata da Enpa. L’Associazione chiede dati aggiornati sullo stato di attuazione della legge 281/1991 sulla prevenzione del randagismo, a partire dal numero stimato di cani vaganti, dal tasso di sterilizzazione e dal rispetto dell’obbligo di iscrizione all’anagrafe canina attraverso il microchip.

Enpa chiede inoltre di conoscere il numero e la tipologia delle sanzioni amministrative elevate dal Comune di Noicattaro e dai Comuni limitrofi nei confronti dei proprietari di cani lasciati incustoditi o non sterilizzati, anche in relazione alla necessità di prevenire fenomeni di meticciamento e ibridazione.

«Non possiamo concentrare tutta l’attenzione sulla cattura di un presunto lupo e ignorare ciò che accade sul territorio», prosegue D’Angelo. «La prevenzione passa anche dal contrasto al randagismo, dalla sterilizzazione, dall’identificazione dei cani e dalla responsabilizzazione dei proprietari. Sono problemi sui quali bisogna intervenire in maniera strutturale, perché riguardano tanto la tutela degli animali quanto la sicurezza delle persone.»

L’Associazione domanda poi se e quali sistemi alternativi alla cattura siano stati utilizzati, compreso il ricorso a dissuasori ottici, acustici o olfattivi.

Un ulteriore elemento riguarda la disponibilità di risorse trofiche e la gestione dei rifiuti, che possono favorire l’avvicinamento degli animali alle aree urbanizzate. Enpa chiede quindi di verificare anche le condizioni ambientali che possono aver determinato la presenza del canide e il suo eventuale avvicinamento alle persone.

«Catturare deve essere l’ultima risposta, non la prima», conclude D’Angelo. «Prima vengono l’identificazione scientifica, la dissuasione e la prevenzione. Bisogna eliminare le possibili fonti di attrazione, intervenire sul randagismo e sui cani lasciati incustoditi e comprendere esattamente quale animale sia coinvolto. Senza questi passaggi si rischia di costruire un caso intorno al lupo senza avere neppure la certezza che il lupo sia il responsabile.»

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