Proposta legge “Caccia Selvaggia”, Associazioni: “partiti che si definiscono attenti all’ambiente prendano posizione”

“Il Parlamento fermi le leggi biocide, basta con la mattanza degli animali selvatici. I partiti che si dichiarano attenti all’ambiente e alla natura prendano posizione chiaramente senza se e senza ma, da subito”.

Questo l’appello delle Associazioni ENPA, LAC, LAV LIPU e WWF Italia , che in un anno hanno visto l’avvio dello stravolgimento della legge nazionale n. 157 del 1997 per favorire armieri e cacciatori. Ora, l’appello è rivolto alle forze “progressiste” affinché facciano di tutto per fermare quanto si sta consumando in Commissione Agricoltura alla Camera, dove è in discussione l’ennesimo tentativo di eliminare anche le regole più basilari sulla caccia a firma dell’on. Bruzzone (Lega).
“E’ inaccettabile questa campagna elettorale permanente che per i voti non esita ad abbracciare una deregulation totale dell’esercizio venatorio, per cui si è disposti a tutto: depenalizzare i reati fino al ridicolo, allungare la stagione di caccia durante il periodo di migrazione, emanare per legge il calendario venatorio in modo da impedire i ricorsi al TAR delle associazioni e una serie di altre orribili misure che rappresentano uno schiaffo contro gli italiani – notoriamente contrari alla caccia – e contro le direttive europee.

Sulla proposta di legge Bruzzone daremo molto presto proprio nella sede del Parlamento le nostre risposte solide, motivate in nome della tutela del patrimonio di biodiversità. La nostra sarà una mobilitazione permanente che vuole chiarire agli italiani quale prezzo l’ambiente, gli animali selvatici e le risorse naturali sono costretti a pagare per assecondare una politica in cerca di consensi da parte di piccoli gruppi di potere fortemente infiltrati nelle istituzioni.

È pura ideologia quella di chi sostiene l’esistenza di un diritto indiscutibile delle doppiette ad esercitare l’attività venatoria, poiché la caccia non è un diritto, ma una concessione a precise e rigide condizioni, prima tra tutte che non contrasti con la primaria esigenza di conservazione e tutela. Ci chiediamo allora come sia possibile che, anziché eliminare dalle specie cacciabili quelle considerate in grave declino, o imporre limitazioni alla sfrenata attività venatoria nel nostro Paese, si rincorrano provvedimenti che distruggono la Biodiversità. Ma è ora di parlare chiaro e l’appello a tutte le forze politiche, anche quelle che a parole si dichiarano attente alla tutela della natura, di fermare un altro scempio. I parlamentari di queste forze politiche che sono per la deregulation venatoria vanno isolati e le posizioni devono essere nette e ben definite. Basta ambiguità sulla pelle della biodiversità. Chiediamo agli agricoltori che vedono i loro terreni invasi da chi va a caccia come “padroni in casa altrui” di rompere questo “abbraccio” con il mondo venatorio e delle armi, che non hanno nulla a che vedere con la cultura della terra, con la scienza e anzi è prima causa dei danni da loro lamentati”.

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