In merito all’episodio avvenuto nei giorni scorsi a Usseaux (TO), che ha visto coinvolto un pastore rimasto ferito durante un’interazione con un lupo mentre difendeva il proprio gregge, l’Ente Nazionale Protezione Animali esprime solidarietà al margaro colpito e ribadisce la necessità di affrontare queste situazioni con serietà, prevenzione e non con soluzioni drastiche e ingiustificate. L’impiego di cani da guardiania addestrati e sistemi di protezione dei greggi avrebbe potuto evitare l’avvicinamento dei lupi. Chiediamo che questo episodio non venga strumentalizzato da chi, da anni, porta avanti campagne mirate allo sterminio dei lupi.
Il lupo è una specie protetta e fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema alpino. L’episodio di Usseaux, come lo stesso allevatore ha chiarito, non è stata un’“aggressione” deliberata, ma una reazione istintiva dell’animale che si è sentito minacciato. Parlare di abbattimento significa piegarsi a logiche emotive e strumentali, lontane da scienza e buon senso.
La convivenza tra allevamento e fauna selvatica è possibile: lo dimostrano anni di studi e di buone pratiche. Fondamentale però è l’adozione di misure preventive efficaci, come l’impiego di cani da guardiania addestrati e sistemi di protezione dei greggi, strumenti che avrebbero potuto evitare quanto accaduto. È compito delle istituzioni supportare concretamente i pastori nell’adozione di tali misure, soprattutto in aree di montagna dove la presenza del lupo è naturale e prevedibile.
Chiediamo quindi che questo episodio non venga strumentalizzato da chi, da anni, porta avanti campagne mirate allo sterminio dei lupi, con fini che nulla hanno a che fare con la sicurezza né con la tutela della natura. La risposta non è la condanna a morte, ma la scienza, la prevenzione e una corretta gestione del territorio che garantisca protezione sia agli animali domestici che a quelli selvatici.


