Orsi in Trentino, la gestioni torni allo Stato

Petizione rivolta a:
Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Giorgia Meloni

 

Un’orsa ritrovata morta vicino a Caldes, nel Trentino, con il corpo dell’animale che presentava ferite riconducibili adun’arma da fuoco, a fine settembre. Nello stesso periodo, la pelle dell’orsetto – ucciso e scuoiato – rinvenuta all’interno di un parco giochi frequentato da bambini, in provincia di Trento.

Sono solo gli ultimi due, gravissimi, casi di bracconaggio a danno degli orsi, che oltre a sfuggire alla crudeltà dell’uomo devono anche subire un pressante disturbo causato da inseguimenti in automobile – al fine di pubblicare storie sui social per puro egoismo e mania di protagonismo umano – , dagli spari dei fucili dei cacciatori, dall’odio strumentalizzato e fomentato da alcuni per raccogliere consensi politici locali, della mancanza di rispetto di ogni regola di convivenza, anche dovuta a ignoranza e mancanza assoluta di informazioni e di buonsenso. In più, in Trentino c’è una legge orribile per la quale si possono sparare e uccidere 8 orsi l’anno – così, senza tener conto di quelli già morti per le cause sopra descritte.

In tutto questo, dov’è lo Stato? Dov’è il Ministro dell’Ambiente, che avrebbe il compito di tutelare il patrimonio della biodiversità nel nostro Paese?

Chiediamo che la gestione ritorni allo Stato e al Ministero. Chiediamo che le associazioni animaliste ed ambientaliste – così come i portatori di interessi pubblici – entrino di diritto nei tavoli di gestione, da cui inspiegabilmente rimangono sempre escluse: eppure, sono le nostre associazioni che sporgono denunce, presentano ricorsi ai TAR, promuovono le forme di convivenza e i comportamenti corretti.

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Petizione lanciata il 3 ottobre 2025

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