L’ombra inquietante delle ruspe si allunga sulla Brianza, portando con sé non solo la promessa controversa di una nuova arteria stradale, la Pedemontana, ma anche una minaccia concreta e tangibile al cuore verde della regione e alla sua preziosa biodiversità. L’allarme, forte e chiaro, giunge dalla sezione dell’Ente Nazionale Protezione Animali di Monza Brianza, che ha recentemente organizzato una passeggiata di monitoraggio nei boschi di Lesmo, un’iniziativa congiunta che ha visto la partecipazione di altre sigle ambientaliste come Greenpeace, Lav e Lac.
I risultati
L’esito di questa esplorazione sul campo è stato a dir poco desolante. I volontari e gli attivisti hanno potuto constatare con i propri occhi la ferocia con cui i cantieri, già in fase avanzata in alcune aree, stanno letteralmente cancellando interi ecosistemi. Un bosco, descritto dall’Enpa come un patrimonio naturale con alberi in alcuni casi quasi monumentali, è stato spazzato via. Un colpo al paesaggio, certo, ma soprattutto un dramma per la miriade di creature selvatiche che in quelle fronde e nel sottobosco trovavano rifugio, nutrimento e il luogo ideale per la riproduzione.
E qui sorge un interrogativo inquietante, sollevato con legittima preoccupazione dall’Enpa: è stato realmente effettuato il monitoraggio preventivo della fauna selvatica, propedeutico all’avvio di lavori di tale portata, come previsto dalle normative e dalla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)? Il dubbio è più che fondato, soprattutto considerando la delicatezza di questa stagione primaverile. Molte specie, tra uccelli stanziali e migratori in piena fase di nidificazione, rischiano di abbandonare i propri nidi, compromettendo irrimediabilmente la loro capacità riproduttiva a causa della scomparsa improvvisa del loro habitat.
Chi paga il prezzo
Ma non sono solo gli uccelli a pagare il prezzo di questa avanzata inesorabile del cemento. Mammiferi, rettili e anfibi, che in questi giorni stanno timidamente uscendo dal letargo, si ritrovano catapultati in un paesaggio ostile, privato dei boschi e delle aree umide essenziali per la loro sopravvivenza. Le segnalazioni di boschi rasi al suolo con la presenza di tane attive e microhabitat vitali per la biodiversità sono un grido d’allarme che non può essere ignorato. L’Enpa stima che ben 157 specie di uccelli e 42 specie di mammiferi, rettili e anfibi siano sotto una costante minaccia a causa della potenziale assenza di un adeguato monitoraggio preventivo.
Le proposte: cinque punti per la tutela della biodiversità
Di fronte a questa emergenza, le associazioni ambientaliste non sono rimaste inerti. Il sopralluogo nei boschi di Lesmo ha fatto emergere con forza la necessità di un’azione immediata e coordinata, sintetizzata in cinque punti cruciali per la tutela della biodiversità:
- Raccolta firme per chiedere il blocco immediato dei cantieri in corso e di quelli futuri, al fine di consentire un monitoraggio faunistico serio e approfondito.
- Richiesta formale ai comuni interessati e alla società Pedemontana di rendere pubblici i risultati degli eventuali monitoraggi già effettuati, garantendo trasparenza e la possibilità di una verifica indipendente.
- Tutela attiva dei giovani alberelli che stanno spontaneamente ricreando il bosco, piccoli segnali di speranza che non possono essere ignorati o calpestati.
- Posa di fototrappole nelle aree a rischio per documentare in maniera inequivocabile la presenza della fauna selvatica e le conseguenze dei lavori.
- Intensificazione delle attività di sensibilizzazione ed educazione ambientale con bambini e nelle scuole, perché la consapevolezza e il rispetto per la natura nascono fin dalla giovane età.
“Questo è solo l’inizio”, dichiara l’Enpa Monza Brianza. “Fermare Pedemontana si può, ed è un dovere morale per tutti coloro che hanno a cuore l’ambiente in cui vivono proteggere la ricchezza della nostra biodiversità.” Un appello accorato che ci ricorda, ancora una volta, che il progresso non può e non deve calpestare il diritto alla vita di ogni essere vivente e la salvaguardia del nostro fragile ecosistema. La battaglia per la Brianza e la sua fauna è appena cominciata, e l’Enpa, con il sostegno di tutti i cittadini sensibili, è pronta a combatterla con tenacia e determinazione.
La petizione
Intanto è già possibile firmare online la petizione “Uno Stop ai cantieri Pedemontana: tuteliamo la fauna selvatica e la biodiversità!”. Firma la petizione cliccando QUI.
Scheda. Autostrada Pedemontana Lombarda (tratta in Brianza)
Denominazione: Autostrada Pedemontana Lombarda
Tratta Analizzata: In particolare riferimento alle aree della Brianza attraversate dai cantieri, come evidenziato dall’ENPA Monza Brianza, con focus sui boschi di Lesmo.
Descrizione Generale: L’Autostrada Pedemontana Lombarda è un’importante infrastruttura viaria in costruzione che interessa le province di Como, Monza Brianza, Milano e Varese. L’opera è suddivisa in diverse tratte. La presente scheda si concentra sull’impatto della realizzazione di una porzione di tracciato in Brianza, in particolare nell’area di Lesmo.
Lunghezza della Tratta in Brianza (Parziale): La Tratta C, che interessa la provincia di Monza e Brianza, ha una lunghezza complessiva di circa 16,6 km (fonte: Impresa Pizzarotti & C. S.p.A. e Pedemontana.com). Essa si estende da Cesano Maderno all’interconnessione con la Tangenziale Est in comune di Usmate Velate, attraversando diversi comuni brianzoli tra cui Lesmo (fonte: Pedemontana.com).
Caratteristiche Tecniche (Generali per la Tratta C)
- Sezione stradale: Generalmente a doppia carreggiata con due o tre corsie per senso di marcia più emergenza, con spartitraffico centrale (fonte: Impresa Pizzarotti & C. S.p.A.).
- Tracciato: Sviluppo prevalentemente in trincea e galleria artificiale (fonte: Lombardia Notizie).
- Sistema di pedaggio: “Free-flow”, senza barriere (fonte: Lombardia Notizie).
- Velocità di progetto: 80-140 km/h (fonte: Comune di Cavenago di Brianza).
Impatto Ambientale e sulla fauna (Specifico per l’area di Lesmo, come denunciato dall’ENPA)
- Distruzione di habitat: Abbattimento di boschi, alcuni con alberi di notevoli dimensioni, con conseguente perdita di rifugi e siti di nidificazione per la fauna selvatica.
- Disturbo della fauna: Particolare criticità nel periodo primaverile, con specie in fase di nidificazione (uccelli) e risveglio dal letargo (mammiferi, rettili, anfibi), rese vulnerabili dalla distruzione del loro ambiente.
- Potenziale assenza di monitoraggio preventivo: Dubbi sollevati dall’ENPA riguardo all’effettiva esecuzione di studi preliminari sulla presenza faunistica prima dell’avvio dei lavori.
- Minaccia per la biodiversità: Rischio per 157 specie di uccelli e 42 specie di mammiferi, rettili e anfibi presenti nelle aree interessate (fonte: ENPA Monza Brianza).
Fonti Principali
- Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) Monza Brianza: Comunicati stampa e osservazioni dirette sul campo.
- Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. (Pedemontana.com): Informazioni generali sul progetto, tracciati e caratteristiche tecniche.
- Impresa Pizzarotti & C. S.p.A.: Dettagli tecnici relativi alla realizzazione dell’opera.
- Lombardia Notizie (Regione Lombardia): Aggiornamenti sullo stato di avanzamento dei lavori e caratteristiche delle tratte.
- Comune di Cavenago di Brianza: Documentazione tecnica relativa al progetto.
Data di Aggiornamento: 17 aprile 2025 (in base alle informazioni disponibili al momento della redazione dell’articolo).







