PDL Bruzzone. PD decida da che parte stare. Basta esitazioni

In un passato non troppo lontano le forze progressiste, oggi di casa anche nel Partito Democratico, sono state fondamentali per l’approvazione delle norme a tutela dell’ambiente e degli animali, dalla legge sui parchi 394/91 alla legge per la protezione della fauna selvatica 157/92. Nelle scorse legislature quelle stesse forze progressiste hanno difeso la nostra legislazione ambientale dagli attacchi dei cacciatori estremisti e degli armieri, che hanno ripetutamente cercato di smantellarla grazie al supporto di parlamentari “compiacenti”.

Dall’insediamento del Governo Meloni gli assalti contro queste leggi, in particolare contro la 157/92, sono diventati più frequenti e violenti, e proseguono anche in questi giorni con la discussione della PdL Bruzzone (Lega) nella Commissione Agricoltura della Camera. Una proposta di legge che, come più volte denunciato da Enpa, prevede tra l’altro la possibilità di sparare 7 giorni su 7, il conferimento di un potere assoluto alle regioni, l’impiego richiami vivi senza tracciabilità e persino l’utilizzo di dispositivi high tech come le termocamere.

«Il 4 aprile riprende in commissione l’esame del testo Bruzzone; un testo di “caccia selvaggia” rispetto al quale dobbiamo purtroppo segnalare la linea ondivaga, i tentennamenti e le incertezze del principale partito di opposizione, che in tal modo finisce per smentire i suoi stessi valori. All’interno del Partito ci sono esponenti che stanno facendo il possibile per contrastare la guerra contro l’ambiente e gli animali, ma – denuncia Enpa – c’è anche chi difende la legge 157/92 in pubblico, salvo presentare emendamenti filo-venatori tre le mura del Parlamento».

«Riteniamo doveroso che Elly Schlein chiarisca al proprio elettorato e all’opinione pubblica italiane quale indirizzo il Partito intende seguire sui temi ambientali: quello della lobby venatoria e degli armieri, oppure quello della stragrande maggioranza degli italiani che vogliono difendere una legge di civiltà? Al PD chiediamo di non tradire il proprio passato, schierandosi senza se e senza ma a difesa di quelle norme di civiltà che sono anche entrate a far parte del nostro DNA Costituzionale con l’articolo 9 novellato. Con questa scelta di campo – conclude l’associazione animalista – il Partito Democratico potrà forse alienarsi le simpatie di qualche lobbista, ma, ne siamo sicuri, conquisterà il supporto dei tantissimi cittadini che non vogliono la controriforma ambientale promossa dal governo e dalle forze parlamentari che lo sostengono».

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