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Parlamento Ue approva declassazione protezione lupo, Enpa: voto sbagliato, ingiusto e dannoso

Il Parlamento Europeo, spinto dalla destra e anche dal nostro Governo, e nonostante le proteste della comunità scientifica, dei cittadini e delle associazioni, ha approvato il declassamento del lupo da specie particolarmente protetta a protetta. In questo contesto, esponenti della destra italiana stanno già speculando con iniziative fuorvianti, facendo credere all’opinione pubblica che sia stata riaperta la caccia al lupo. Nulla di più falso.

“Si è trattato di un voto sbagliato, ingiusto e dannoso, puramente politico: sbagliato sul piano culturale e scientifico, ingiusto perché alimentato da campagne mediatiche e fake news che criminalizzano il lupo, e dannoso perché prende in giro gli allevatori con false promesse, rincorrendo facili consensi elettorali,” denuncia Enpa.

Per Enpa, attorno al lupo ruotano i consensi delle lobby venatorie, degli armieri e di parte del mondo allevatoriale. La politica, invece di informare e sostenere gli allevatori con strumenti efficaci – come recinzioni e cani da guardiania, che riducono quasi a zero i rischi di predazione – ha preferito cavalcare allarmismi e sensazionalismo. Va ricordato che gli abbattimenti praticati in altri Paesi europei non hanno mai risolto i conflitti: nessun animale lasciato incustodito e senza misure di prevenzione può essere “messo al sicuro”. Questo fa parte della natura, con i suoi equilibri e le sue regole, che si insegnano fin dalle scuole elementari.

Occorre inoltre fare chiarezza su cosa cambieràil lupo resta una specie protetta e non cacciabile. Solo in casi eccezionali, scientificamente motivati e in assenza di altre soluzioni adeguatamente sperimentate, potranno essere autorizzate deroghe, soggette a condizioni rigidissime e controlli severi. Una procedura del tutto diversa, molto più complicata e complessa, rispetto ai piani di controllo dei cinghiali, uccisi tutto l’anno da oltre 25 anni senza peraltro risultati concreti. Oltretutto i cinghiali, come anche altri ungulati, sono le principali prede del lupo: oltre il 90% della dieta dei lupi è infatti costituita dal cinghiale, a testimonianza del fatto che la presenza di questi animali è fondamentale per mantenere gli equilibri naturali, un vero e proprio selecontrollore.

I legali Enpa sono pronti a impugnare ogni atto che preveda abbattimenti illegittimi, ricordando agli amministratori locali che l’Italia rischia procedure d’infrazione europee, alcune delle quali già aperte in materia venatoria, con costi che ricadrebbero sui cittadini.

“È una sconfitta pesante,” conclude Enpa. “Facciamo un salto indietro di decenni nelle politiche di tutela, mentre si continua a ignorare l’emergenza bracconaggio, che da solo uccide più lupi dei contingenti previsti dai piani regionali. Chissà se, nel fare i conti, si terrà conto anche dei lupi uccisi da veleni, fucilate e dall’ignoranza umana.”