Niente giustifica la caccia. Superate 85 mila firme. Enpa: “Sosteniamo la petizione di Fondazione Capellino”

Sono già 85.665 le persone che hanno firmato la petizione lanciata da Fondazione Capellino per fermare il disegno di legge 1552, la proposta che punta a rivoluzionare in peggio le regole sulla caccia in Italia. Una causa che ci vede assolutamente sullo stesso fronte e per questo invitiamo tutti i nostri sostenitori ad aderire alla campagna, firmando la petizione e aiutando a diffonderla.

La richiesta al Parlamento è semplice e urgente: respingere un provvedimento che aprirebbe la porta a scenari mai visti prima, con conseguenze gravi per ambiente, biodiversità e sicurezza pubblica.

Secondo la Fondazione Capellino, il disegno di legge allargherebbe i periodi di caccia e permetterebbe di sparare persino nelle aree protette, nei boschi demaniali, sui valichi montani e perfino sulla neve. Autorizzerebbe strumenti ottici avanzati, il ritorno dell’uccellagione e l’abbattimento diretto degli animali da parte di privati e imprenditori agricoli nell’ambito dei piani di controllo faunistico.

Una deriva che va contro la volontà degli italiani. I sondaggi Ipsos e Istituto Piepoli, realizzati nell’ottobre 2025 per Fondazione Capellino, lo confermano: la maggioranza dei cittadini non vuole un ampliamento della caccia, né un indebolimento delle tutele per la fauna selvatica.

La petizione lo dice senza giri di parole:

La nuova legge non è nell’interesse della gente, dell’agricoltura e dell’ambiente. I cacciatori hanno già i loro diritti riconosciuti. Perché chiedere ancora, contro la sensibilità della maggioranza degli italiani?

Parole ribadite anche da Pier Giovanni Capellino, presidente della Fondazione, che richiama al rispetto reciproco e al principio che dovrebbe guidare ogni scelta pubblica:

La fauna selvatica è patrimonio di tutti. Va protetta, non colpita.

Enpa sostiene con convinzione questa iniziativa. Ogni strumento utile a fermare l’ennesimo tentativo di espandere l’attività venatoria è necessario. La posizione è chiara: la caccia non è una risposta ai problemi del territorio. È una minaccia per la vita selvatica e per la sicurezza di chi quei territori li vive ogni giorno.

La campagna “Niente giustifica la caccia” continua a crescere. Grazie alle migliaia di persone che stanno firmando, il segnale è forte: la tutela della fauna conta e la società italiana vuole che sia rispettata.

La petizione è online sul sito della Fondazione Capellino. Firmare richiede pochi istanti, ma può cambiare molto.

Facebook
Twitter
LinkedIn