Un regalo di Natale diverso dal solito, capace di unire creatività e solidarietà. È la proposta lanciata dall’Enpa di Lugo, che anche quest’anno invita a “mettere un micio sotto l’albero” attraverso l’adozione a distanza di alcuni gatti ospitati nella propria struttura.

L’iniziativa coinvolge dieci felini, selezionati tra quelli che difficilmente troveranno un’adozione tradizionale. Si tratta in gran parte di gatti anziani, con disabilità o con storie di abbandono e sofferenza alle spalle, che necessitano di cure costanti, alimentazione specifica e attenzioni quotidiane. Animali che, proprio per queste caratteristiche, restano spesso a lungo in infermeria o nelle aree di degenza.
Tra loro ci sono Lombardina, recuperata in condizioni gravissime mentre vagava affamata in una colonia; Prince, arrivato dopo un incidente con una parziale paralisi alle zampe posteriori; Golferina, amante della tranquillità e del calore delle coperte; Alessandro, il “capo banda” dal carattere burbero ma dal cuore tenero; Pepita, salvata quando era ormai allo stremo delle forze; Milo, nonnetto arzillo e sempre in cerca di cibo e coccole; Milù, anziana gatta rinata dopo un recupero in extremis; Piuma, vivace e imprevedibile; e Micia, inizialmente diffidente, oggi trasformata in una dispensatrice di fusa.

L’adozione a distanza consente di sostenere concretamente il mantenimento di questi animali, contribuendo alle spese veterinarie, al cibo e alle cure quotidiane. Chi aderisce riceve un certificato di adozione e aggiornamenti periodici, con la possibilità di andare a trovare il gatto adottato presso la struttura Enpa di Lugo.
L’associazione propone due modalità: un’adozione annuale o semestrale, pensata anche come regalo natalizio per amici o familiari. Un gesto simbolico ma concreto, che permette di trasformare le feste in un’occasione di aiuto reale.
Con questa iniziativa, Enpa di Lugo rilancia un messaggio chiaro: la solidarietà può diventare un dono, e anche chi non può accogliere un animale in casa può comunque fare la differenza. Quest’anno, sotto l’albero, al posto di un oggetto, può esserci una storia salvata e una vita sostenuta.


