Monza, oca scomparsa dal laghetto della Villa Reale: ritrovata viva in un cestino dei rifiuti

È una storia che lascia sgomenti quella di Reginaldo, una delle oche storiche del laghetto dei Giardini Reali della Villa Reale di Monza. Scomparso nel nulla lo scorso 19 febbraio, l’animale è stato ritrovato il giorno seguente in un cestino dell’immondizia, chiuso dentro un sacco dei rifiuti. Vivo, ma provato.

A raccontare l’accaduto è l’Enpa di Monza e Brianza in un comunicato diffuso il 23 febbraio  .

La scomparsa e le prime ricerche

Giovedì 19 febbraio i Park Angels, i volontari che presidiano i Giardini Reali all’interno del Parco di Monza, si accorgono che nel gruppo di oche che da anni popolano il laghetto manca proprio Reginaldo, uno degli esemplari più anziani.

Non ci sono segni di predazione. Nessuna traccia che faccia pensare all’attacco di un cane, eventualità purtroppo già verificatasi in passato ai danni di cigni, anatre, scoiattoli e altre oche. L’animale sembra essersi dissolto nel nulla. L’ipotesi più temuta prende forma rapidamente: qualcuno potrebbe averlo prelevato.

La notizia rimbalza sui social e sulle testate locali, suscitando preoccupazione tra i frequentatori abituali dei giardini.

Il ritrovamento nel bidone

Il mistero si risolve il giorno successivo. Una visitatrice del parco sente dei rumori provenire da un cestino dei rifiuti. All’interno, imprigionato in un sacco, c’è Reginaldo. È acciaccato, spaventato, ma ancora vivo.

L’oca non può essersi infilata da sola nel sacco. L’ipotesi più plausibile è che qualcuno l’abbia catturata e gettata nel cestino, forse per un gesto irresponsabile o per quello che potrebbe essere stato un crudele scherzo. Un atto che avrebbe potuto costargli la vita: l’animale ha rischiato seriamente di morire soffocato dopo ore di autentico terrore.

Ora al rifugio Enpa

Recuperato dai Park Angels, Reginaldo è stato affidato ai volontari dell’Enpa di Monza e Brianza e sottoposto a visita veterinaria. Attualmente si trova al rifugio di via San Damiano, dove è accudito e monitorato.

Qui ha ritrovato Ambrogio, l’oca cignoide diventata una presenza simbolica del laghetto della Villa Reale. Anche Ambrogio è ospite del rifugio da tempo a causa di un problema all’uropigio, la ghiandola che produce il grasso necessario a impermeabilizzare le penne. Una patologia che gli impediva di asciugare correttamente il piumaggio, condizione particolarmente critica durante l’inverno.

Al rifugio, Ambrogio trascorre i mesi più freddi in un ambiente protetto, seguito dai volontari e dagli operatori.

Il futuro sul laghetto

Se Reginaldo e Ambrogio torneranno sulle rive del loro laghetto è ancora presto per dirlo. La decisione spetterà ai veterinari e ai responsabili del Parco di Monza, che valuteranno le condizioni degli animali e le garanzie di sicurezza.

Intanto resta l’amarezza per un episodio che riaccende l’attenzione sul rispetto degli animali che vivono negli spazi pubblici. Reginaldo si è salvato per caso, grazie all’attenzione di una passante. Senza quel rumore proveniente dal cestino, la storia avrebbe potuto avere un epilogo ben diverso.

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