Maxi sequestro di husky a Ponzano Romano: Enpa prende in carico 20 cani. “Animali terrorizzati, malati e senza assistenza sanitaria”

Anche l’Ente Nazionale Protezione Animali ha partecipato al maxi intervento disposto dalla Procura di Rieti che ha portato al sequestro di decine di Siberian Husky detenuti in un allevamento di Ponzano Romano, in provincia di Roma.

Nel corso dell’operazione, condotta dai Carabinieri, dalla Polizia Locale e dalla ASL veterinaria, sono stati complessivamente prelevati 193 cani sui circa 230 presenti nella struttura. Per i restanti animali, non rientrati nel provvedimento iniziale, Enpa procederà insieme alla Procura con ulteriori accertamenti.

L’Ente Nazionale Protezione Animali ha preso in carico 20 husky, trasferiti immediatamente in strutture sicure grazie all’intervento dei volontari e delle sezioni territoriali coinvolte nell’operazione.

Sul posto erano presenti la presidente di Enpa Roma, Ilaria Riccitelli, e Meghy Mirela Sinanaj di Enpa Frosinone, che hanno collaborato alle delicate operazioni di recupero e messa in sicurezza degli animali. I cani presi in carico dall’associazione sono stati accolti dalle sezioni Enpa di Roma, Como e Reggio Emilia, dove sono già stati sottoposti ai primi controlli e alle prime visite veterinarie.

I primi aggiornamenti arrivati dai rifugi raccontano una situazione molto pesante.

Da Enpa Reggio Emilia, dove sono stati presi in carico cinque husky, i volontari parlano di animali fortemente disorientati e debilitati. Una femmina, non socializzata e particolarmente disadattata, cercava continuamente una via di fuga da qualsiasi angolo del rifugio. Un altro cane è stato descritto come “pelle e ossa”, in condizioni di estrema magrezza. Tutti sono arrivati sporchi e privi di qualsiasi profilassi sanitaria.

Da Enpa Roma arriva invece il caso particolarmente grave di uno dei cani anziani presi in carico: l’animale è completamente cieco e presenta una ferita infetta sul collo compatibile con un morso. Verranno effettuati ulteriori accertamenti veterinari per valutare le sue condizioni cliniche complessive.

Anche i volontari di Enpa Como descrivono animali “terrorizzati, sporchi e privi di qualsiasi profilassi sanitaria”. I cani resteranno inizialmente in quarantena per consentire tutti gli accertamenti medici e sanitari necessari, prima di avviare gradualmente il loro percorso di recupero e inserimento.

“Parliamo di un intervento estremamente complesso, sia dal punto di vista operativo che emotivo”, dichiara Giusy D’Angelo, vicepresidente Enpa. “Molti di questi animali mostrano evidenti segni di trascuratezza, paura e mancata socializzazione. Ora la priorità è garantire cure veterinarie, sicurezza e un percorso di recupero adeguato”.

“Come Enpa e come studiosa del comportamento animale, sento il dovere morale e scientifico di affermare con forza che deve finire ogni forma di sfruttamento etologico ed emotivo degli animali. Troppo spesso i cani vengono trattati come oggetti funzionali ai bisogni umani: strumenti di profitto, vittime silenziose di incuria, isolamento e detenzione incompatibile con la loro natura sociale e cognitiva. Il cane – continua Giusy D’Angelo – è invece un essere senziente, capace di memoria emotiva, apprendimento, cooperazione e resilienza. Dietro molti comportamenti definiti problematici esistono sofferenza, deprivazione sociale, stress cronico e perdita di controllo ambientale. Il benessere animale non può essere considerato soltanto assenza di malattia fisica: significa anche tutela della dignità emotiva, cognitiva ed etologica dell’individuo”.

L’associazione sottolinea inoltre come il sequestro rappresenti un passaggio importante nella tutela degli animali detenuti in condizioni incompatibili con il loro benessere e ribadisce il proprio impegno nel seguire anche la posizione dei cani rimasti all’interno della struttura.

“Per gli animali non ancora compresi nel provvedimento di sequestro verranno svolti ulteriori approfondimenti insieme alla Procura competente. L’obiettivo resta garantire piena tutela a tutti i cani coinvolti che, a quanto ci risulta, si trovano nella stessa situazione dei cani già sequestrati”.

Enpa continuerà a monitorare l’evoluzione della vicenda e a collaborare con le autorità competenti affinché venga fatta piena luce sulle condizioni di detenzione degli animali presenti nell’allevamento.

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