Maltrattamenti all’elefantessa Bambi: Enpa ammessa parte civile nel processo

L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) è stata ammessa come parte civile nel processo che si aprirà a Mantova sulla vicenda di Bambi, l’elefantessa di 54 annisequestrata nel marzo 2023 a un circo di Asola a seguito di gravi maltrattamenti. L’ufficio legale, attraverso l’avvocato Enpa Claudia Ricci aveva presentato denuncia.

L’animale era detenuto in condizioni non conformi alle normative sul benessere animale, in un recinto inadeguato, senza spazio sufficiente per il movimento e con segni evidenti di stress e sofferenza. Secondo la relazione dei veterinari e dei Carabinieri Forestali, Bambi era costretta a vivere in un ambiente sporco e non conforme ai suoi bisogni etologici, manifestando il suo malessere attraverso comportamenti stereotipati, come il continuo dondolio della testa e il girare in tondo nel poco spazio disponibile.

Il sequestro dell’elefantessa era stato disposto dal GIP del Tribunale di Mantova, ma nonostante il provvedimento, il proprietario del circo aveva continuato a farla esibire in spettacoli pubblici, aggravando ulteriormente la sua sofferenza. Questo ha portato a una nuova indagine e a una seconda accusa nei confronti del detentore dell’animale, che dovrà rispondere non solo di maltrattamento, ma anche di violazione di sequestro giudiziario.

 

L’impegno di Enpa per ottenere giustizia

L’Enpa, da sempre in prima linea nella tutela degli animali sfruttati nei circhi, ha accolto con soddisfazione l’ammissione come parte civile nel processo, sottolineando l’importanza di difendere in tribunale il diritto degli animali a essere trattati con dignità e rispetto.

Carla Rocchi, Presidente Nazionale di ENPA, ha commentato:

“Questa storia è l’ennesima dimostrazione dell’inaccettabile sofferenza a cui gli animali vengono sottoposti nei circhi. Bambi è stata costretta a vivere in condizioni vergognose, senza spazio, senza stimoli e senza cure adeguate. E nonostante un provvedimento di sequestro, il suo sfruttamento è continuato come se nulla fosse. Questa impunità deve finire: chi sfrutta e maltratta gli animali deve essere chiamato a risponderne davanti alla giustizia. Enpa sarà presente in aula per dare voce a Bambi e a tutti gli animali che ancora oggi subiscono questa insopportabile crudeltà.”

 

Stop agli animali nei circhi: una battaglia ancora aperta

La Protezione Animali continuerà a battersi affinché gli animali non siano più sfruttati nei circhi, promuovendo un modello di spettacolo senza crudeltà e basato sul rispetto degli esseri viventi. L’associazione chiede inoltre alle istituzioni di accelerare il percorso legislativo per vietare definitivamente l’utilizzo degli animali nei circhi in Italia, come già avvenuto in molti altri paesi europei. Questo processo rappresenta un passaggio fondamentale nella lotta per i diritti degli animali e per garantire che episodi come quello di Bambi non si ripetano mai più.

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