Un nuovo e gravissimo episodio di bracconaggio ha colpito l’entroterra genovese: un esemplare di lupo maschio adulto è stato rinvenuto nei boschi di Propata, in alta Val Trebbia, in provincia di Genova, mentre si trascinava penosamente con le zampe posteriori gravemente danneggiate. Il Cras Enpa di Genova è intervenuto prontamente insieme alla vigilanza regionale per tentare il recupero dell’animale tramite telenarcosi. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, il lupo – ormai sfinito – era già collassato a terra, incapace di fuggire ulteriormente.
Gli esami radiologici hanno rivelato un quadro devastante: fratture a tibie e peroni e un gran numero di pallini di piombo concentrati nelle zampe posteriori, chiara evidenza che l’animale era stato colpito mentre fuggiva. Le zampe erano ormai al limite della necrosi, con infezioni gravissime che fanno pensare che il lupo si trascinasse in quelle condizioni da diversi giorni, senza cibo e con una lenta perdita di sangue.

I veterinari del Cras hanno tentato un intervento chirurgico d’urgenza per pulire e disinfettare le ferite e stabilizzare le fratture con chiodi endomidollari e placche: un’operazione lunga, costosa e ad alto rischio. Purtroppo il lupo, stremato da giorni di digiuno e dissanguamento, non ha retto all’anestesia.
L’unica magra consolazione, spiegano i volontari dell’Enpa di Genova, è aver almeno evitato all’animale una lenta morte tra stenti e sofferenze.
“Dinanzi ai continui gesti di questi delinquenti – quasi mai individuati, quasi sempre impuniti, spesso perfino celebrati come eroi nei contesti in cui si muovono – è davvero difficile non farsi sopraffare da rabbia e amarezza. Ma noi continueremo a lottare, in un Paese dove leggi e rispetto per gli animali selvatici sembrano ormai passati di moda”, commenta il CRAS ENPA di Genova.
La posizione di Enpa: no al declassamento, sì alla scienza e alla convivenza
Secondo Enpa questo episodio non è isolato, ma si inserisce in un contesto sempre più preoccupante.
Mentre il Governo e alcuni portatori di interesse spingono per il declassamento dello status di protezione del lupo – con diverse Regioni pronte a invocare piani di abbattimento anche contro i pareri scientifici, resi non vincolanti – i lupi continuano a morire a centinaia.
Lupi investiti (talvolta anche deliberatamente), avvelenati, decapitati o impallinati sono sempre più spesso vittime di messaggi di odio e allarmismi ingiustificati, amplificati sui social e da una comunicazione politica che rincorre interessi elettorali invece di promuovere la scienza, la conoscenza e la prevenzione.
La legge 12 settembre 2025, meglio conosciuta come DDL Montagna , arriverebbe persino a fissare una quota massima di 160 lupi abbattibili in Italia, senza che nei conteggi vengano incluse le vittime di bracconaggio, gli incidenti stradali o i dati legati al fenomeno dell’ibridazione.
Secondo il progetto Dead Wolf Tracker dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, nel solo 2025 sono stati ritrovati morti 271 lupi. Un numero che non comprende gli animali conferiti ai Centri di recupero della fauna selvatica – come questo esemplare soccorso dal CRAS ENPA di Genova – né quelli mai ritrovati o segnalati.
La realtà scientifica è che il lupo si alimenta principalmente di cinghiali, contribuendo alla regolazione naturale delle popolazioni e svolgendo quindi una funzione ecologica fondamentale. Gli abbattimenti, contrariamente a quanto sostenuto da alcuni, non hanno mai ridotto le predazioni sul bestiame: anzi, il fenomeno della dispersione dei branchi tende ad aumentarle.
Come dimostrano numerose esperienze virtuose, la convivenza tra allevamenti e lupo è possibile attraverso strumenti di prevenzione efficaci.
Per Enpa lo status di conservazione della specie resta quindi fragile e la strada intrapresa dal Governo è profondamente sbagliata: il declassamento sarebbe un atto politico, antiscientifico e dannoso.
L’associazione chiede che le decisioni sul lupo vengano prese sulla base di dati scientifici completi e aggiornati e che vengano finalmente individuati e perseguiti i responsabili di atti criminali come quello che ha portato alla morte del lupo di Propata.


