Lupi, dal Veneto proposte inaccettabili.Enpa: “Fermatevi! No a lacci e uccisioni, la strada è solo la prevenzione”

L’Ente Nazionale Protezione Animali esprime forte preoccupazione e indignazione per le notizie provenienti dal Veneto, dove si ipotizzerebbero metodi di gestione dei lupi basati sulla cattura con lacci e successiva uccisione. Una prospettiva che, se confermata, rappresenterebbe un grave passo indietro sul piano etico, scientifico e culturale.

Enpa auspica che tali ricostruzioni non corrispondano alla realtà dei fatti, perché l’adozione di strumenti cruenti e anacronistici segnerebbe una sconfitta per decenni di ricerca sul campo e per quel patrimonio di conoscenze scientifiche costruito grazie al lavoro di studiosi di primo piano, come il professor Luigi Boitani, tra i massimi esperti di grandi carnivori. Lo stesso Boitani ha più volte sottolineato come l’uccisione rappresenti una misura residuale, da collocare “molto in basso nella lista delle priorità”, ribadendo invece che la prevenzione non è un’opzione, ma un dovere imprescindibile per garantire la convivenza tra uomo e fauna selvatica.

Alla luce di queste evidenze, Enpa si interroga sulle reali motivazioni alla base di proposte che privilegiano interventi inefficaci e dannosi, anziché investire nelle uniche soluzioni realmente utili: le misure preventive. Sistemi di protezione degli allevamenti, corretta gestione degli animali, presenza di tecnici qualificati e interventi strutturati sono strumenti già sperimentati con successo in diversi territori e rappresentano l’unica strada percorribile.

“Ancora una volta si rischia di invertire le priorità: prima si uccide e solo dopo si pensa alla prevenzione – dichiara Ivana Sandri, etologa Enpa e presidente dell’Enpa di Rovereto –. È invece necessario mettere a disposizione degli allevatori, anche gratuitamente, strumenti di prevenzione efficaci e affiancarli con tecnici esperti, non con approcci emergenziali e violenti. I lupi sono tornati spontaneamente in molte aree, come la Lessinia, e la loro presenza è tutelata da norme che riflettono una maggiore consapevolezza del loro ruolo fondamentale negli ecosistemi. La convivenza non è una scelta, ma un percorso obbligato”.

Enpa ricorda inoltre che la fauna selvatica rappresenta una quota sempre più ridotta della biodiversità globale e che ogni intervento deve essere orientato alla sua tutela, non alla sua ulteriore riduzione.

L’uso di lacci e abbattimenti richiama pratiche appartenenti a un passato che dovrebbe essere definitivamente superato. Le istituzioni hanno oggi l’opportunità – e la responsabilità – di dimostrare serietà e visione, sostenendo concretamente gli allevatori attraverso prevenzione, assistenza tecnica qualificata e risarcimenti adeguati e tempestivi per eventuali danni.

Enpa ribadisce con forza che la tutela della biodiversità e la convivenza con i grandi carnivori non possono essere sacrificate a logiche emergenziali o a scelte di facile consenso. Servono politiche basate sulla scienza, sulla responsabilità e sul rispetto per tutte le forme di vita.

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