L’Ente Nazionale Protezione Animali interviene sul caso dei lupi a Noicattaro, una vicenda che ENPA intende seguire con particolare attenzione, richiamando la necessità di garantire la vita e il benessere degli animali coinvolti e, qualora necessario, il recupero dell’individuo attraverso un adeguato percorso riabilitativo, evitando traslocazioni o trasferimenti “improvvisati”.
Sul fenomeno dell’avvicinamento dei lupi alle aree antropizzate interviene l’etologa ENPA Ivana Sandri, che richiama l’attenzione sulle cause che possono favorirlo e sulle precise responsabilità di Comuni e istituzioni nella gestione del territorio.
Lupi (Canis lupus) e cani (Canis lupus familiaris) condividono un vasto repertorio comunicativo, sociale e comportamentale. Questa profonda affinità consente ai lupi, in particolare ai giovani individui in dispersione alla ricerca di nuovi territori, di osservare e assimilare alcuni comportamenti dei cani vaganti presenti sul territorio.
La presenza incontrollata di cani padronali lasciati liberi, di animali in condizioni di semi-abbandono e di cani randagi può così diventare un importante veicolo di apprendimento per i giovani lupi, che possono individuare più facilmente fonti di cibo legate alla presenza umana: rifiuti non correttamente gestiti, alimenti abbandonati in strada o cibo somministrato direttamente da cittadini inconsapevoli delle conseguenze.
Per questo ENPA si appella ai Comuni interessati e alla Regione Puglia chiedendo interventi immediati e strutturali per prevenire situazioni di criticità e possibili conflitti con la popolazione.
“Non si può intervenire soltanto quando il lupo arriva in città. Bisogna agire sulle cause che lo attirano e sui fenomeni che ne favoriscono la confidenza con gli ambienti antropizzati”, sottolinea ENPA. “Serve un contrasto capillare al randagismo, attraverso campagne di sterilizzazione realmente efficaci, controlli e sanzioni nei confronti di chi lascia i propri cani liberi di vagare, spesso in condizioni di vero e proprio semi-abbandono. È altrettanto indispensabile intervenire sulla gestione dei rifiuti e sulla disponibilità incontrollata di cibo, tra i principali fattori di attrazione della fauna selvatica nei centri abitati. Evidentemente, quanto fatto fino ad oggi non è sufficiente. A pagarne le conseguenze sono gli animali, selvatici e domestici, e i cittadini.”


