Lupetti salvati da Enpa: la rinascita nel Parco Nazionale d’Abruzzo

Quattro lupetti appenninici, rimasti orfani della madre probabilmente uccisa dai bracconieri, sono stati curati e reintrodotti con successo nell’area faunistica di Civitella Alfedena, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La loro storia è un simbolo di speranza e di rinascita, resa possibile grazie all’impegno del Cras Enpa di Perugia e alla dedizione di esperti e veterinari che hanno seguito il loro recupero fin dai primi giorni di vita.

La scoperta in Umbria e il salvataggio

La storia dei quattro lupetti inizia in Umbria, a maggio del 2023, quando avevano appena due mesi. La loro madre era stata uccisa dai bracconieri, lasciandoli soli e vulnerabili. Trovati in condizioni critiche, affamati e debilitati, sono stati subito soccorsi e trasferiti al Centro Recupero Animali Selvatici Enpa di Perugia.

“Quando sono arrivati, le loro condizioni erano molto critiche. Soffrivano di malnutrizione e di rogna, e avevano bisogno di cure immediate per poter sopravvivere,” ha raccontato Massimo Floris, responsabile Cras Enpa di Perugia.

I quattro esemplari – battezzati Francesco, Chiara, Dentino e Crosano – sono stati sottoposti a terapie intensive e a un delicato processo di svezzamento e socializzazione. La rogna, che minacciava la loro salute, è stata curata con trattamenti specifici, e la loro crescita è stata monitorata costantemente da un team di esperti.

Dopo i primi trattamenti, i lupetti hanno iniziato a mostrare segni di ripresa: hanno preso peso, il pelo è tornato sano e hanno cominciato a sviluppare comportamenti naturali come il gioco e la caccia simulata, fondamentali per la loro futura sopravvivenza in natura.

Il trasferimento a Civitella Alfedena: l’inserimento nel branco

Una volta ristabiliti fisicamente, i lupetti sono stati trasferiti, in due momenti distinti, nell’area faunistica di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Questo parco ospita uno dei branchi più antichi e stabili di lupo appenninico, offrendo quindi il contesto ideale per la reintroduzione degli esemplari.

“Il branco è la forza di un lupo. Essere accettati da un gruppo già formato non è mai semplice, specialmente per esemplari cresciuti senza l’insegnamento parentale,” ha spiegato il veterinario del Parco, Leonardo Gentile.

Nel recinto di Civitella, i lupetti si sono trovati di fronte a un branco già consolidato, formato da cinque esemplari, figli e nipoti della storica lupa Dacia – il cui nome fu dato in onore della scrittrice Dacia Maraini, che contribuì alla diffusione della cultura di tutela dei lupi nel parco.

Il percorso di integrazione ha seguito ritmi naturali: Francesco e Chiara sono rimasti inizialmente ai margini del branco, legati da un forte legame reciproco che ha reso più complesso il loro adattamento. Dentino e Crosano, invece, hanno trovato più facilmente il loro posto all’interno del gruppo, adattandosi alle dinamiche sociali e conquistando gradualmente il rispetto degli altri membri.

“Sono cresciuti e godono di ottima salute,” ha dichiarato Gentile. “Ora sono microchippati, come previsto dalla normativa, e vengono costantemente monitorati per garantire il loro benessere.”

Nonostante l’iniziale difficoltà, il processo di integrazione è andato a buon fine. I lupetti hanno iniziato a seguire le gerarchie del branco, partecipando alle attività di gruppo e mostrando comportamenti naturali di caccia e socializzazione.

Un anno dopo: salute e adattamento completato

Adesso, a quasi un anno dal loro salvataggio, i quattro lupetti godono di ottima salute e hanno sviluppato comportamenti tipici della vita in branco. Il loro recupero rappresenta un successo straordinario per il Cras Enpa di Perugia e per il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove la presenza dei lupi è un elemento essenziale per mantenere l’equilibrio dell’ecosistema.

“La reintroduzione in natura è stata possibile perché, nonostante siano cresciuti senza genitori, hanno mantenuto un comportamento sociale naturale,” ha spiegato Gentile. “Il supporto e le cure ricevute nei primi mesi sono stati fondamentali per permettere loro di integrarsi e di sopravvivere.”

Francesco, Chiara, Dentino e Crosano rappresentano oggi un esempio di resilienza e di capacità di adattamento. La loro sopravvivenza e il loro reinserimento sono la prova che, con il giusto intervento e la giusta protezione, è possibile restituire alla natura ciò che l’uomo cerca troppo spesso di sottrarre.

Il ruolo del Cras Enpa di Perugia: una rete di protezione per la fauna selvatica

Il Cras Enpa di Perugia ha svolto un ruolo fondamentale nella prima fase di recupero dei quattro lupetti, fornendo le cure mediche necessarie e creando le condizioni per un successivo reinserimento in natura. L’intervento tempestivo e la professionalità del team di veterinari hanno salvato la vita ai piccoli lupi e li hanno aiutati a sviluppare le abilità necessarie per sopravvivere in natura.

“Il recupero e la cura della fauna selvatica sono tra le missioni principali di Enpa. La storia di questi quattro lupetti è una testimonianza dell’importanza di agire tempestivamente per salvare vite e proteggere la biodiversità,” ha dichiarato Massimo Floris.

Proteggere i lupi per proteggere l’ecosistema

Il caso dei quattro lupetti di Civitella Alfedena riporta l’attenzione sulla necessità di proteggere i lupi appenninici, ancora oggi minacciati dalla caccia illegale e dalla perdita di habitat. Il bracconaggio resta una delle principali cause di mortalità per questa specie, nonostante la protezione normativa a livello nazionale ed europeo.

Il successo della reintroduzione di Francesco, Chiara, Dentino e Crosano dimostra che è possibile invertire questa tendenza, ma è necessario un impegno continuo da parte delle istituzioni e della società civile.

Un messaggio di speranza

I quattro lupetti oggi corrono liberi tra le montagne dell’Appennino, simboli viventi di forza e resistenza. La loro storia ci ricorda che la natura è in grado di rigenerarsi, ma ha bisogno dell’aiuto e della protezione dell’uomo per farlo.

La rinascita di Francesco, Chiara, Dentino e Crosano è un successo non solo per Enpa e per il Parco Nazionale d’Abruzzo, ma per tutti coloro che credono nella possibilità di un rapporto armonioso tra uomo e natura.

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