Leone Cecil, il Governo Usa all’Enpa: necessaria strategia globale per combattere il bracconaggio

Pubblichiamo in allegato, la risposta inviata dalla rappresentanza statunitense in Italia alla missiva con cui nei giorni scorsi dalla presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, aveva espresso a nome della Protezione Animali preoccupazione e sgomento per la vicenda del povero leone Cecil. Per leggere la risposta clicca nella sezione allegati.

Di seguito anche la missiva inviata nei giorni scorsi dalla presidente Rocchi.

Eccellenza,
Torno a scriverLe a distanza di sette mesi dalla mia ultima lettera, con la quale mi facevo portavoce del sentimento dei cittadini italiani che chiedevano al Suo Governo di mettere la parola fine alla soppressione dei cani e dei gatti randagi in numerose strutture di ricovero presenti negli USA. 

Oggi mi preme porre alla Sua cortese attenzione un altro gravissimo problema che in questi ultimi giorni ha avuto un grande risalto mediatico. Mi riferisco all'hunting safari, la barbara pratica venatoria che vede, ancora una volta, il Sud del mondo piangere perché svenduto, da locali corrotti, a uomini e donne senza scrupoli, privi di virtù, di intelletto e di sensibilità. Uno di questi individui è l'ormai tristemente noto dentista Walter Palmer, l'assassino di Cecil, il raro esemplare di leone dalla criniera nera, la cui morte ha commosso tutto il pianeta. 

Da quanto apprendo Palmer è un vero e proprio killer seriale; difatti, Cecil è solo l'ultima delle numerose vittime che lo spietato cacciatore ha mietuto nel corso degli anni, come documentano anche le numerose foto visibili sul web. 

Le chiedo, gentile Ambasciatore di comunicarci quali provvedimenti la giustizia Usa ha intenzione di prendere nei confronti di questo individuo dal comportamento assolutamente amorale. Auspico una condanna ad una pena esemplare perché la sua terribile azione non può avere alcuna attenuante. Walter Palmer, difatti, nel pianificare e nel portare a compimento la macabra uccisione, non si è limitato ad uccidere un animale, fatto di per sé inqualificabile, ma ha voluto calpestare con una inaudita furia iconoclasta il simbolo stesso della maestosità e della bellezza della natura, e del Parco che le tutelava.

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