Un cucciolo di volpe in difficoltà, salvato dai cittadini nel quartiere Montagnola e consegnato al Centro Recupero Fauna Selvatica (CRFS) della LIPU a Villa Borghese, riaccende i riflettori su una delle grandi lacune della Capitale: l’assenza di un servizio pubblico dedicato al soccorso degli animali selvatici feriti o malati.
A segnalare con forza questa mancanza è l’Enpa di Roma, che da anni, insieme ad altre associazioni animaliste, chiede l’istituzione di un pronto intervento faunistico strutturato e attivo in città. “Non è più tollerabile – scrive l’associazione – che ogni intervento si regga solo sulla buona volontà di cittadini e volontari, senza mezzi, senza tutele e senza una rete istituzionale alle spalle.”
Emergenze sempre più frequenti, istituzioni assenti
Roma, con i suoi parchi, aree verdi e zone semi-rurali, è un habitat sempre più frequentato da volpi, istrici, ricci, uccelli selvatici e altri animali che si muovono anche nei contesti urbani. Eppure, quando uno di questi animali ha bisogno di aiuto, non esiste alcun numero da chiamare né personale pubblico incaricato del recupero. A mobilitarsi sono solo privati cittadini o le associazioni, che spesso si ritrovano ad affrontare difficoltà logistiche, rischi legali e costi senza alcun tipo di supporto.
Un patrimonio da tutelare, non da ignorare
Secondo l’Enpa di Roma, “la biodiversità urbana è un bene comune che va protetto concretamente, e la protezione passa anche dal garantire soccorso immediato agli animali selvatici in difficoltà”. Il modello auspicato è un servizio operativo h24 per il recupero e trasporto verso i CRAS (Centri di Recupero Animali Selvatici), finanziato e gestito in sinergia tra Comune di Roma, Regione Lazio e Città Metropolitana.
L’appello: basta promesse, servono azioni
Dopo l’ennesimo episodio gestito in autonomia dai cittadini, Enpa rilancia un appello diretto: “È ora di trasformare l’indifferenza istituzionale in responsabilità concreta. Roma non può continuare a ignorare questa emergenza”.
Chi salva un animale, ricorda l’associazione, salva un pezzo di mondo. Adesso tocca alle istituzioni fare la loro parte.


