Ancora una volta, la fauna selvatica diventa merce di scambio e strumento di propaganda nelle mani di chi dovrebbe tutelarla. La Sezione ENPA di Rovereto alza la voce con sdegno di fronte alle recenti foto che immortalano l’eurodeputato di Fratelli d’Italia e noto cacciatore Sergio Berlato, intento ad attirare con del cibo una volpe, per pubblicizzare la nuova gestione del “Barricata di Grigno” in Trentino da parte dell’“Associazione per la Cultura Rurale”, di cui è presidente.
Questo episodio, a dir poco deprecabile, è l’emblema di un “nuovo corso” che certa politica venatoria vorrebbe imporre: un sedicente “ecologismo” che, in realtà, mira a smantellare la legge 157/92, cardine per la protezione della fauna selvatica, a favore di una caccia selvaggia e senza regole. L’obiettivo, fin troppo chiaro, è retrocedere la fauna selvatica da patrimonio indisponibile dello Stato, e quindi bene essenziale di tutti i cittadini, a “res nullius”, di cui uomini armati possano disporre a proprio piacimento.
Cacciatori “Ambientalisti de noantri”: una farsa pericolosa
Le immagini “piacione” di Berlato e le tesi propugnate dall’“Associazione per la Cultura Rurale” svelano la farsa dei “nuovi ambientalisti de noantri”: cacciatori che si spacciano per esperti e difensori della fauna e della biodiversità, ma che con il proprio comportamento dimostrano l’esatto contrario. Alimentare e attirare animali selvatici vicino all’uomo e alle strutture umane altera il loro comportamento naturale, compromette la loro salute con cibi inadeguati e, in definitiva, pregiudica la loro stessa possibilità di sopravvivenza. Un comportamento doppiamente grave da parte di chi si presenta come tutore dell’ambiente, ma di fatto sovverte ogni regola, sia essa di legge o di scienza, strumentalizzando un animale che, fino a prova contraria, è “patrimonio indisponibile dello Stato” e tutelato persino dal novellato articolo 9 della nostra Costituzione.
La Legge 157/92 sotto attacco: l’Enpa torna sulle barricate
Lo stesso alveo ideologico di questo atteggiamento si ritrova nel disegno di legge a firma dei capigruppo di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Misto, che vede tra gli ispiratori e i principali beneficiari proprio i cacciatori. La legge 157/92 ha per oltre trent’anni rappresentato un delicato equilibrio, frutto di un lungo e complesso confronto tra diverse parti interessate. È una legge di mediazione che ha cercato di porre un freno alle “brame incontenibili e incontinenti” di chi vede la fauna solo come una risorsa da sfruttare.
“Oggi l’Enpa è nuovamente sulle barricate,” dichiara Ivana Sandri, presidente della Sezione Enpa di Rovereto. “Pezzo a pezzo, i cacciatori e i loro sodali, tra cui gli armieri, stanno sferrando un assalto alla legge fondamentale per la tutela della fauna selvatica, della biodiversità e dell’ambiente. Non possiamo permettere che il profitto e il capriccio di pochi prevalgano sul diritto di tutti i cittadini a godere di un patrimonio naturale integro e rispettato.”
L’Enpa continuerà a vigilare e a lottare per la difesa di ogni essere vivente e per la piena applicazione di leggi che garantiscano il rispetto e la tutela della natura in ogni sua forma.


